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Siracusa

Il bimbo autistico tenuto lontano dalla classe: la battaglia di Angela, la mamma coraggio di Portopalo

«Giovanni mai stato in aula con i compagni, sempre da solo in una stanza con un armadio davanti la finestra». 

Di Sergio Taccone

«Continuo ad attendere una chiamata dalla dirigenza scolastica dopo le mie chiamate». Angela Nastasi prosegue, con massima determinazione, la battaglia per i diritti del figlio, dopo aver ottenuto dal Comune il doppio delle ore giornaliere previste per regolamento per il servizio Asacom. Si attendono novità per l’Osa da parte della scuola.

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«Anche ieri ho cercato di avere un contatto con la dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo Silvio Pellico di Pachino, da cui dipende la scuola portopalese. Ad ogni mia chiamata mi si risponde che la dirigente non c’è o non può rispondere. Nulla. Eppure, - dichiara Angela Nastasi - dal primo giorno di lezioni del nuovo anno scolastico, mio figlio non è ancora potuto andare a scuola e nessuno mi ha chiamato per chiedere notizie di Giovanni». La signora aggiunge altri particolari riguardanti il percorso scolastico del figlio.

«Giovanni non è mai stato portato in classe da quando frequenta la scuola media. Viene tenuto in una stanza con un armadio posto davanti alla finestra. E’ inclusione questa? Un giorno – prosegue la signora - l’ho trovato sdraiato davanti alla finestra, intento a guardare un cane. L’insegnante mi disse che in questo modo mio figlio si rilassava. In una stanza buia e non attrezzata, con una cattedra e un armadio davanti alla finestra, oltre ad un paio di sedie e un attaccapanni? Giovanni ha bisogno di stare in classe con i compagni. Alle uscite fatte dalla Scuola, mio figlio non ha mai partecipato. Nel corso di un progetto di educazione artistica, mio figlio non diede neanche una pennellata, escluso da tutto e confinato in quella stanza. Basta andare a vedere nei social le foto e i filmati dell’iniziativa che ho citato prima. Giovanni è sempre escluso e questo è per me un motivo di profonda amarezza e dolore». 

«Oggi Giovanni - ha accusato Antonio Riggio di autismoinmovimento - insieme a tantissimi altri bambini,si ritroveranno isolati e avranno a disposizione una scuola non scuola che di fatto li trattiene in una forma di segregazione, forme meglio dire prigionieri di Stato».

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