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Siracusa

L'ex senatore Bruno Alicata lascia Forza Italia: «Scelte insulse, me ne vado»

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la gestione della candidatura a presidente della Regione con la bocciatura della Prestigiacomo

Di Massimo Leotta

La sua prosa non è mai stata sterile o banale. Ma nel giorno del clamoroso addio sceglie le parole senza privarsi di nulla, pur rispettando l’aplomb linguistico. Una serie di aggettivi e qualche sostantivo che demoliscono Forza Italia, che per lui non c’è più. Lui è Bruno Alicata (dal ‘94 azzurro e per dieci anni senatore di Forza Italia e lo sarebbe stato fino ad oggi se non ci fosse stato qualcosa di controverso nell’ultimo giro) è a immaginarlo disarcionato dal partito che fu di Berlusconi si fa fatica. Ma la decisione è ceralaccata. «Ho atteso di assolvere l’ultima responsabilità della presentazione delle liste, prima di comunicare la decisione irrevocabile delle dimissioni da commissario provinciale del partito - dice Alicata - . Considero inoltre conclusa, dopo 28 anni di militanza, la mia esperienza politica in un movimento dal quale ho avuto molto e tanto, ma a cui ho dato molto, tanto e troppo. E per il quale non intendo più consumare alcuna delle molte energie che gli ho dedicato, non condividendone più scelte politiche, obiettivi dichiarati e decisioni su persone e cose che non tengono conto di serietà, coerenza e anni di militanza».

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La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la gestione della candidatura a presidente della Regione. C’era un profilo perfetto, secondo il senatore Alicata: Stefania Prestigiacomo. Un profilo perfetto - secondo l’ex esponente di Fi - per il partito, ma anche per la Sicilia. Invece sono stati scelti altri metodi.

«Metodi che, difficilmente, consentiranno alla Sicilia di risollevarsi. La nostra terra, la Sicilia, ha coltivato per qualche giorno la speranza fondata di una possibile rinascita, che solo la candidatura alla Presidenza di Stefania Prestigiacomo avrebbe potuto garantire, per il carattere, il temperamento, la tenacia e la competenza che la stessa sarebbe stata in grado di mettere in campo. Forza Italia, per mancanza di strategia o, forse, per cattiva e insopportabile volontà, certamente per insulsaggine ha deciso inopinatamente di calare le braghe di fronte all’arroganza insensata di chi ha posto veti ridicoli e biasimevoli, pur ambendo a ricoprire primari ruoli di Stato, a questo punto forse inadeguati. Un partito, quindi, non all’altezza di immaginare un domani diverso e migliore per la nostra terra, la quale, siamo certi, continuerà a rimanere tale e quale ad oggi, con nessun problema risolto o risolvibile, anche quando a prevalere dovesse essere il candidato individuato dalla coalizione di centro destra. Un partito, peraltro, in cui sembrano prevalere, sempre e comunque, logiche che poco o nulla hanno a che fare col mio modo di intendere la politica, la quale coincide, nel mio caso, con la quotidianità del modo di vivere e quindi con la dignità che sempre deve prevalere su ogni altra considerazione, anche la più cinica. Tutto ciò a significare l’indirizzo morale di chi, avendo ricoperto ruoli, anche alti ed istituzionali, considera serietà, coerenza e lealtà elementi imprescindibili della sua vita».

Forza Italia e dunque tutto il centrodestra si avvia a una fase opaca in Sicilia, secondo Alicata. Pare che tra le circostanze che abbiano turbato Alicata ci sia anche la mancata reazione alle dichiarazioni dell’on. Meloni nei confronti di Prestigiacomo per la sua visita a bordo della Sea Watch.

«Effettivamente non ho letto o sentito da Forza Italia nessun intervento», ammette Alicata che parla con emozione della sua esperienza che finisce: «Sono arrabbiato, ma anche addolorato. Voterò per Prestigiacomo, ma non intendo sottrarre un altro minuto ai miei interessi, alla mia compagna e alla mia vita per la politica. Per me finisce qua. Ho rinunciato a troppe cose».

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