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Siracusa

Ortigia, il Comune revoca l'autorizzazione per un dehors: il Tar dice no.

Di Massimiliano Torneo

Dehors e suolo pubblico nel centro storico di Ortigia: il Comune si accorge tardi che nella richiesta dell'esercente mancavano i nulla osta di frontisti e vicinato; l'esercente afferma che in quel dehors non sono coinvolti né frontisti né vicinato. Il Tar dà ragione all'esercente, ma per un vizio formale: la revoca è arrivata in ritardo. La materia è delicata e molto sentita in una città che ha visto nel proprio centro storico l'improvviso debordare di attività commerciali insieme con la crescita turistica, e i tavolini di alcuni ristoranti sono finiti talvolta dinanzi alle facciate delle chiese. Non è questo il caso, ma fa discutere la revoca della concessione del suolo pubblico (un dehors) nei confronti di uno storico pub di Ortigia, poi annullata dal Tar. I giudici amministrativi hanno accolto il ricorso dell'esercente al quale il Comune aveva revocato la concessione per la presunta violazione “dei diritti dei proprietari frontisti, e ordinato la rimozione degli arredi e il ripristino dello stato dei luoghi”. La decisione del Tar dà ragione all'esercente, anche se arriva su ragioni formali senza in realtà entrare nel merito. I giudici amministrativi, infatti, hanno ritenuto una questione prevalente sulle altre. Per il collegio è “fondato ed assorbente” il motivo con cui l’esercente ha lamentato l’illegittimità del provvedimento impugnato in quanto adottato in carenza dei presupposti di legge. In pratica secondo il Tar il provvedimento di revoca del suolo pubblico in questione deve ritenersi illegittimo perché “adottato a distanza di ben due anni dalla concessione rilasciata nel settembre 2019 e successivamente rinnovata fino al settembre 2022” e cioè “in palese violazione del termine massimo di 12 mesi previsto per l’esercizio del potere di annullamento d’ufficio”. Le ragioni che avevano portato l’esercente a chiedere l’annullamento della revoca del suolo pubblico si basavano sostanzialmente sul fatto che il disciplinare allegato al regolamento comunale dispone sì che le domande per queste concessioni debbano corredarsi “con i nulla-osta del proprietario o dell’amministratore dell’immobile qualora il dehors venga posto in contatto con l’edificio e con il nullaosta dei frontisti interessati qualora sia prospiciente ad altro esercizio commerciale”. Ma “nel caso di specie la struttura si trova davanti all’attività stessa, a distanza di circa due metri dall’ingresso, e non è a contatto con alcuno degli edifici ubicati nel ronco, oltre a non essere prospiciente ad altro esercizio commerciale”. Il Comune, costituito in giudizio, aveva chiesto il rigetto del ricorso deducendo che “le disposizioni della legge (…) non impediscono all’amministrazione di porre rimedio in autotutela a un atto illegittimo, atteso che risultava violato un articolo del regolamento comunale, secondo cui, qualora l’occupazione interessi spazi limitrofi, incluse le aree poste davanti a ingressi condominiali, deve essere prodotto l’assenso dei proprietari o degli esercenti o dell’amministrazione dello stabile”. I giudici, come detto, hanno accolto il ricorso perché la revoca è arrivata tardi. Non sappiamo se la sentenza soddisfi eventuali terzi (frontisti o condomini limitrofi), di sicuro la materia è tra quelle pubbliche più interessanti nel rapporto commercio/Ortigia.

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