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Siracusa

A Siracusa riapre Ccr Targia. La giunta: “Disservizio? La competenza era degli uffici interessati”

Quello di contrada Targia è l’unico Ccr rimasto, dopo il sequestro di quello di contrada Arenaura, con l’indagine della Procura che vede indagato, tra gli altri, anche il sindaco

Di Massimiliano Torneo

Riapre dopo otto giorni il Centro comunale di raccolta dei rifiuti speciali e ingombranti di contrada Targia, a Siracusa, chiuso dal primo aprile a causa del mancato rinnovo, entro i tempi previsti, dell’Autorizzazione unica ambientale (Aua). Autorizzazione che è stata rilasciata ieri dal Libero consorzio comunale.

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La chiusura del Centro comunale di raccolta aveva destato clamore nella città aretusea perché quello di contrada Targia è l’unico Ccr rimasto, dopo il sequestro di quello di contrada Arenaura, con l’indagine della Procura che vede indagato, tra gli altri, anche il sindaco. Il Ccr ha già ripreso l’attività di sempre e con gli stessi orari: il lunedì dalle 14 alle 20; da martedì a sabato dalle 8 alle 20; domenica 8-14. In aggiunta, continuerà a funzionare il Ccr mobile utilizzato in questo giorni per attenuare i disagi e che staziona nel centri storico di Ortigia, nella zona del parcheggio Talete, dalle 15,30 alle 21,30 tutti i giorni tranne la domenica. “Prendiamo atto con soddisfazione – hanno commentato il sindaco, Francesco Italia, e l’assessore all’Igiene urbana, Andrea Buccheri – che l’autorizzazione è stata rilasciata nel volgere di pochi giorni e che, con le contromisure adottate, siamo riusciti a contenere i disagi dei siracusani. Resta il rammarico del disservizio causato per un atto tutto di competenza degli uffici interessati e che non avrebbe dovuto verificarsi”. Per la seconda volta i rappresentanti della giunta comunale indicano in maniera esplicita quali responsabili dell’accaduto la parte tecnica della pubblica amministrazione.

A questo proposito il sindaco Italia nei giorni scorsi ha pure annunciato l’avvio di un “accertamento interno per verificare ragioni e responsabilità”. L’origine del percorso verso il rinnovo dell’autorizzazione è l’istanza fatta dal gestore dell’impianto il 15 giugno 2021. Il Comune ha inviato la documentazione alla ex Provincia il 20 luglio. Ci sono voluti quattro mesi prima che da quest’ultimo ente arrivasse una richiesta di una documentazione integrativa rivolta al Comune. Che a sua volta, a una richiesta effettuata a novembre, ha risposto il 22 marzo. Insomma, nessuno sembra essere stato una saetta nell’adempimento di questa pratica. Per fortuna la celerità è arrivata dopo e la chiusura è stata solo di otto giorni.

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