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Siracusa

Crisi Isab-Lukoil. L'azienda: "Dal governo nulla di concreto"

E l'ex segretario Cgil striglia i sindacati

Di Massimiliano Torneo

"Nessun contatto operativo", fanno sapere qualificati vertici Isab. Niente di concreto, insomma, tra il governo e la Isab-Lukoil alle prese con tutti gli effetti boomerang delle sanzioni alla Russia. Com’è noto l’azienda titolare di due raffinerie e due impianti di gassificazione nella nostra zona industriale sta subendo un “boicottaggio” dai fornitori senza che in realtà sia destinataria di sanzioni, solo per la “colpa" di gravitare nel mondo della russa Lukoil. In più si avvicina l’ipotesi dell’embargo Ue al petrolio russo, cosa che avrebbe come unica conseguenza la chiusura. “Il governo è a conoscenza della nostra situazione – ancora i vertici Isab – ma non ne è nato nulla di concreto. In merito alle sanzioni, con l'embargo e senza linee di credito per l'acquisto di altro grezzo…non ci pare ci siano tante scelte”. Confermato: sarebbe chiusura. Eppure gli appelli in queste settimane si sono susseguiti corposi. La questione è seguita dalla stampa nazionale e internazionale. È sicuramente sul tavolo del governo, che però tace. Cosa abbia in mente per salvare quest'azienda e relative migliaia di posti di lavoro non si sa. Con qualche punta inquietante. Solo due giorni fa a Bruxelles, al consiglio del ministri degli Esteri europei che doveva votare l’embargo al petrolio russo (poi rimandato) il ministro Di Maio ha palesato solo una posizione netta (nessun distinguo per le difficoltà dell’azienda del Siracusano): "Sull'energia crediamo che l'Ue debba essere molto più coraggiosa. Maggiore coraggio serve anche sul fronte dell'importazione del petrolio dalla Russia, sul quale c'è un unico Paese che sta bloccando questa decisione. Un solo Paese (l'Ungheria ndr) non può bloccarne altri 26". Non sembra una posizione con particolari sfumature. E questo accadeva proprio mentre i deputati siracusani dello stesso partito del ministro, il Movimento 5 Stelle, incontravano il prefetto Giusi Scaduto auspicando contatti…con il governo. Contraddizioni e “scarsa incisività” generale, nell'affrontare una questione di tale delicatezza, denunciate dall’ex segretario generale Cgil Paolo Zappulla. Sul suo profilo Facebook ha scritto qualcosa di molto vicino a “il re è nudo": “Sulla crisi del polo industriale siracusano – ha scritto - continuano gli appelli: il sindaco di Priolo si appella a Draghi, i parlamentari del M5S si appellano al prefetto affinché informi il governo, di cui fanno parte. Temo – ha aggiunto - che anche questi appelli rimarranno senza risposta, senza la spinta della mobilitazione dei lavoratori e del territorio”. E qui la stoccata al suo vecchio mondo sindacale: “Cosa impedisce a Cgil, Cisl e Uil di chiamare i lavoratori alla lotta?”.Massimiliano Torneo Inviato dal mio Galaxy

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