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Siracusa

Siracusa, ponticello abbattuto. Il Comune avvia un'indagine interna

Di Massimiliano Torneo

Si può abbattere un manufatto di fine ‘800, “unico segno rimasto del tracciato storico della ferrovia”, nonostante due pareri prescrittivi della Soprintendenza (per quel che ne sappiamo sinora) che sarebbero “spariti” in fase di validazione del progetto, quindi, diciamo così, per errore, e senza colpo ferire?

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No, non si può. E ha ragione la presidente locale di Italia nostra, Liliana Gissara che, incarnando il sentimento della maggior parte dei cittadini, dice: “Allora, tutto a posto così? Una dimenticanza, e via?”. No, dicevamo. E infatti al Comune è in corso una indagine interna per risalire a quello che è accaduto. Lo aveva annunciato il sindaco Francesco Italia (“aspetto che i nostri uffici chiariscano celermente e senza alcun indugio se esista un contrasto tra il progetto approvato dal dirigente del Comune e i pareri della Soprintendenza”), lo conferma adesso il segretario comunale Danila Costa.

Si parla del ponticello tra via Agatocle e via Arsenale. Il vecchio ponticello pedonale in pietra, costruito agli albori della linea ferrata in città, abbattuto martedì mattina nel contesto di lavori di riqualificazione che il Comune di Siracusa sta eseguendo nell’area e che interesseranno la parte di ex linea ferrata tra via Agatocle e via Piave, nell’antico quartiere della Borgata. L’abbattimento aveva destato subito curiosità: a parte la spinta dell’indignazione generale, il nostro giornale aveva scritto nel 2015 di prescrizioni dettate sin dal 2010 dalla Soprintendenza affinché il ponticello rimanesse in piedi.

E così, interpellato il soprintendente ai Beni culturali di Siracusa, Savi Martinez, il giorno dopo l’abbattimento era risultato ciò che a pelle sembrava evidente: “Ci sono due pareri della Soprintendenza – aveva detto Martinez - del 2010, poi ribadito nel 2018, in cui praticamente si approva il progetto con alcune prescrizioni: una di queste prescrizioni era il mantenimento del ponticello. Non è stata rispettata”.

Poi il soprintendente aveva provato a ipotizzare: “Evidentemente il dirigente del comune, nel momento stesso in cui doveva validare quel progetto e nel momento in cui si fanno i lavori, non ha calato questa prescrizione”. Dichiarazioni di fronte alle quali il sindaco si diceva “sorpreso”, e nello stesso tempo annunciava chiarimenti avviati tra i suoi tecnici. Una sorta di indagine interna adesso confermata dal segretario comunale Costa. “Abbiamo dato mandato al rup dei lavori, che è Nunzio Marino – ha detto la segretaria comunale - di verificare gli atti, poi andremo a fare una verifica noi sulla base degli atti che ci producono i tecnici. Per capire come si sono susseguiti questi pareri che sono stati resi. Anche perché – ragiona Costa - se un progetto è esecutivo e in quel progetto questo ponte non c’era…”. Puntini di sospensione che lascerebbero immaginare due scenari: o qualcuno ha “dimenticato” di aggiungere queste prescrizioni, oppure esiste un parere diverso da quello sostenuto dal soprintendente? In realtà Costa non può soffermarsi ancora su questo punto: “Non parlo con contezza perché ancora non ho visto gli atti. Stiamo verificando formulazione dei pareri e progetti com’erano stati presentati, quindi la sussistenza o meno, nel progetto esecutivo, di questo ponte. Lo dobbiamo capire. La prossima settimana riusciremo a venire a capo di questa verifica”.

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