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Siracusa

Siracusa, resta chiusa via Lido Sacramento crollata sotto il ciclone Apollo: «Servono altri fondi»

La strada porta in alcuni tra i luoghi più suggestivi del capoluogo, dove sorgono importanti attività commerciali e strutture alberghiere

Di Massimiliano Torneo

Servono altri 780mila euro per mettere in sicurezza la parte più danneggiata di via Lido Sacramento, chiusa da novembre per i danni causati dal ciclone Apollo. Fondi che il Comune ha ancora una volta chiesto alla Protezione civile regionale e dalla quale attende risposta. Non bastano, dunque, i 455mila euro elargiti sinora, con il carattere della somma urgenza. I punti danneggiati sono, infatti, due. E la prima somma può servire solo per l’intervento di minore entità.

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Occorrono altri fondi, dunque, e altro tempo, per vedere riaperta la strada del mare dell’Isola, contrada marina a Sud del capoluogo che porta a luoghi tra i più suggestivi e nella quale sorgono importanti attività commerciali e strutture alberghiere. Alcune di queste attività stanno soffrendo più di altre la chiusura: una, una parafarmacia, ha perfino deciso di chiudere. Oggi la strada è chiusa sul litorale per un pezzo molto corposo del lungomare, da costringere a una deviazione di tre chilometri.

Da un anno esatto le chiusure sono state due. La prima, a marzo 2021, a causa di un pericoloso “abbassamento del piano stradale lungo il fianco destro in direzione città”, specificò un verbale della polizia municipale. Fu riaperta a giugno dopo un intervento di ripristino superficiale, con l’intenzione di intervenire sulla corposa erosione più in là. Ma a fine ottobre l’imprevisto: sotto i colpi dei ciclone Apollo è crollata in due punti.

Chiusa immediatamente al traffico fu oggetto di intervento in emergenza, ma solo per garantire un minino di viabilità interna. Per il resto è rimasta irrimediabilmente chiusa. Tre mesi, dunque, la prima chiusura. Poi nuovo sbarramento, da novembre. A dicembre il sindaco Francesco Italia annunciava l’arrivo di circa 400mila euro dalla Regione, e da qui la fiducia per un veloce ripristino. Ma i sopralluoghi successivi hanno rivelato altro: tempi più lunghi, interventi più corposi e altri fondi necessari: 780mila euro quelli già richiesti alla Regione. Michele Dell’Aira, responsabile del servizio di Protezione civile del Comune, ha spiegato: “Dal mare abbiamo visto che la condizione è molto più grave di quella che sembrava. Molto più estesa la zona danneggiata”. Il problema riguarda la scarpata, in passato “protetta” da centinaia di metri di spiaggia che oggi invece è stata erosa dal mare. E il costone argilloso è esposto ai marosi. La soluzione, cui studia il Comune potrebbe essere un muro di sostegno. La richiesta delle somme è stata concordata con i responsabili locali della Protezione civile regionale. 

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