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Siracusa

Trovato impiccato a Marzamemi, familiari non credono al suicidio

Sono già trascorsi cinque mesi da quando Vincenzo Cancemi, è stato trovato senza vita. Il suo corpo si trova ancora in una cella frigorifera del cimitero comunale pachinese in attesa di subire l'autopsia

Di Sergio Taccone

La prossima settimana saranno cinque mesi. Per l’esattezza, 153 giorni da quando il corpo di Vincenzo Cancemi, trovato morto in contrada Lettiera, nei pressi di Marzamemi, giace in una cella frigorifera del cimitero comunale pachinese. Cinque lunghissimi mesi di attesa e dolore continuo per la famiglia del giovane pachinese che continua ad attendere l’ok all’autopsia, richiesta a ritmo costante.

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La Procura di Siracusa non ha ancora deciso dopo la richiesta depositata dall’avvocato Nunzia Barzan, incaricato dalla famiglia Cancemi. «L’autopsia serve per accertare come è morto nostro fratello», ripete Giusy Cancemi. I punti da chiarire non mancano. L’avvocato Barzan ha sottolineato, dai microfoni del Tg5 Mediaset, che «l’albero dove si sarebbe impiccato Enzo era piccolo e che il video, che riprenderebbe gli attimi prima del presunto suicidio, conterrebbe delle anomalie, a partire da alcuni squilli che non interrompono lo stesso video. Potrebbero provare che non era il telefonino di Cancemi a registrare». E c’è anche il particolare della sedia, che si vede in un secondo momento, e che ha portato l’avvocato Barzan ad affermare che «il video è una messa in scena». Come ha affermato il giornalista del Tg5, Andrea Pamparana, «la richiesta di autopsia è più che legittima, c’è una denuncia molto forte da parte dell’avvocato della famiglia. Ci sono tanti dubbi e c’è un’autopsia che non è stata fatta. Possiamo cercare di far capire alle autorità competenti che forse è il caso di darsi una mossa e cercare in qualche modo di dare risposte quanto più vicine alla verità non solo alla mamma ma per questo ragazzo che ancora oggi non si sa se si è tolto la vita o è stato ucciso».

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