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Siracusa

Siracusa, la domenica di fuoco che ha messo in ginocchio la città

Cinque incendi che hanno anche lambito alcune villette e costretto a evacuare un acquapark

Di Massimiliano Torneo
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Mentre è in corso “solo” un rogo nel lungo viale Epipoli, che dal centro della città porta al prezioso contesto delle Mura Dionigiane, è il momento di fare un elenco di quanto accaduto ieri attorno a Siracusa e avanzare ipotesi. Non ancora quello della stima dei danni, sicuramente quello della rabbia. La giornata di domenica attorno alla città è stata devastante dal punto di vista degli incendi, fino a notte in città si è respirata puzza di bruciato che arrivava dalle aree rurali colpite dai roghi, vinti solo alle prime luci dell’alba.

Sono stati cinque i fronti più gravi. I danni più grossi in contrada Arenaura, in piena riserva Ciane-Saline: le fiamme altissime hanno intaccato anche la Fonte del fiume Ciane, con il suo rarissimo papiro.

Poi in contrada Targia, dove nel pomeriggio era stato evacuato un Acquapark per precauzione. E ancora contrada Tremmilia che bruciava su diversi fronti e il fuoco ha costretto le autorità a chiudere due strade per le cadute sulla carreggiata degli alberi incendiati. Nella tarda sera di domenica è scoppiato un altro forte rogo nelle adiacenze del centro commerciale Decathlon, in piena zona industriale tra Siracusa, Melilli e Priolo, a pochi passi dai serbatoi di uno degli stabilimenti petroliferi. Per fortuna, anche questo incendio, è stato spento prima che potesse causare pericoli maggiori.

Dal mattino di domenica fino alle 5,30 di lunedì, oltre ai vigili del fuoco sono stati interessati gli uomini della Protezione civile comunale di Siracusa, che ha chiesto rinforzi anche a Priolo e Canicattini.

“Dove c’erano i fronti alti si poteva solo monitorare – racconta l’assessore comunale alla Protezione civile, Sergio Imbrò -, con un occhio soprattutto alle villette dei privati nelle adiacenze. Fuoco è arrivato a ridosso di alcune villette, ma non è stato il caso di evacuare, come invece era accaduto nel pomeriggio all’Acquapark di contrada Targia”.

Alle 19,30 di domenica è stato necessario un vertice in Prefettura, per coordinare.

“Complessivamente non è solo l’aspetto di natura ambientale – lo sfogo dell’assessore Imbrò - Vengono troppi sospetti: troppi fronti, tutti assieme, con una cadenza sospetta. Ok l’allerta rossa (al mattino eravamo già in giro a pattugliare), ma troppo fronti aperti e troppi fronti che partivano consecutivamente. Non sono io a dover valutare l’eventuale dolo – aggiunge - né credo di averne le capacità, ma mentre siamo tutti a sinistra della Fonte Ciane, ci chiamano dalla parte opposta; mentre corriamo dalla parte opposta, parte un incendio da un’altra parte. A prescindere dalle condizioni meteo e temperatura che hanno superato i 40 gradi (in provincia roghi anche Carlentini e Vizzini), ma il dubbio della mano umana c’è. Troppi fronti e troppo vasti”.

 

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