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Società

Ecco le “Pupe”, omaggio delle donne a Sant'Agata

Domani a Palazzo della cultura l’esposizione delle 35 bambole di pezza che saranno messe all’asta a dicembre

Di Redazione

C’è la giovane devota in attesa di una bimba (che si chiamerà ovviamente Agata), c’è la Santa “coronata di vittoria” e c’è anche il truce proconsole Quinziano che, da pupo di pezza proprio non riesce a essere cattivo.

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Sono alcune delle trentacinque (ognuna unica e diversa dall’altra) bambole di pezza della collezione “Le pupe - Omaggio a Sant’Agata”, creazioni artigianali e originali realizzate dalle donne dell’associazione Ekta grazie agli sforzi del presidente Mauro Guarino, della vicepresidente Maria Novara e delle altre collaboratrici.

La presentazione di questa collezione unica nel suo genere, che ripercorre la vita della giovane Agata, la sua scelta di fede, il suo crudele martirio per esplorare poi la festa e i suoi simboli, ha inaugurato ieri mattina nella chiesa di San Nicola l’Arena il calendario delle manifestazioni agatine in vista della ormai prossima festa di agosto.

L’iniziativa prende spunto da un’idea della presidente del Comitato per la Festa di Sant’Agata, la stilista e imprenditrice Mariella Gennarino, e dal fecondo incontro con i vertici dell’Ekta, associazione di volontariato con sede a Mascalucia.

«Un’unione di intenti che culmina nell’amore e nella devozione per la nostra Santa Patrona - spiega Mariella Gennarino, alla presenza del rettore di San Nicolò l’Arena, Antonio De Maria, dell’assessore alla Cultura, Cinzia Torrisi, della responsabile per il Comune della chiesa di San Nicolò l’Arena, Valentina Noto, dei membri del comitato e delle associazioni agatine. 

«Intorno alle Pupe si sono registrati fermento ed energia positiva, non posso che ringraziare Ekta e le donne dell’associazione che hanno lavorato giorno e notte, in nome della nostra Agata - continua la presidente - per contribuire con originalità e generosità al progetto a sfondo sociale».
 Sì, perché le pupe, alla fine di un lungo percorso, saranno poste in vendita nel mese di dicembre, attraverso un’asta di beneficenza il cui ricavato sarà devoluto alla Casa Ragazze madri, secondo l’indicazione dell’arcivescovo, mons. Luigi Renna.

Ecco quello che sarà il cammino di questo drappello di pupe agatine: dalla chiesa di San Nicolò l’Arena - dove domani, mercoledì 10, saranno esposte contestualmente all’evento di arte, sculture barocche, musica, “La notte delle candelore” - si sposteranno, giovedì 11 a Palazzo della Cultura, in occasione della rappresentazione teatrale “Agata, vergine e martire”, per essere infine conservate a Palazzo della Cultura fino all’apertura della vendita. 
«E ci auguriamo - chiosa Gennarino - che possano essere acquistate in blocco, magari da un ente o da un’associazione che le valorizzi. Ma siamo anche disponibili a vendere i singoli pezzi».

E veramente nessun aspetto della storia agatina è stato trascurato. «Dietro la realizzazione delle pupe c’è un lavoro meticoloso che passa dallo studio dell’epoca e da un’approfondita ricerca del tipo di tessuti e ornamenti», spiegano Novara e Zuccarello, ringraziando in particolare chi ha realizzato il prezioso e curatissimo busto reliquiario, Maria Lanzafame, posizionato al centro tra i personaggi. 

Ma ci sono anche il tiranno Quinziano, i luoghi del martirio, i devoti e le devote con il sacco, la processione, le pupe ispirate alle diverse candelore. Scrupolosamente caratterizzate da particolari che ne danno un’identità precisa, colori, sguardi, merletti, applicazioni, sorrisi. 

E c’è Agata, da ragazzetta spensierata alla forza del martirio. Ma c’è anche un altro messaggio che sta a cuore alla presidente Gennarino: un messaggio di solidarietà per le vittime di femminicidio e per tutti coloro che subiscono violenza. «Il mio pensiero oggi più che mai, alla luce di un’ennesima notizia di violenza domestica (la donna in gravidanza di Pedara, ripetutamente picchiata dal compagno ndr), va alle innumerevoli donne vittime di una brutalità cieca da parte di fidanzati, mariti, ex compagni. Solidarizzare con queste vittime - conclude - vuol dire onorare il vero significato incarnato da Agata, quale simbolo di amore e sofferenza». 

 

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