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Società

«Anna mi vuoi sposare», la proposta di matrimonio di un tecnico ruba la scena al Teatro greco di Siracusa

Di Monica Cartia

Amor vincit omnia. Chissà se Sofocle, Euripide ed Eschilo avrebbero applaudito seduti sulle sacre pietre di fronte ad una dichiarazione d’amore.

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L’ultima scena, si sa, è quella che resta impressa per sempre nella mente dello spettatore e Davide Livermore - per ben quattro volte a La Scala di Milano, tre volte al Teatro Greco di Siracusa, direttore del Teatro Nazionale di Genova – lo sa bene. Lui ci tiene molto ai saluti finali degli attori al pubblico. Uno spettacolo dentro lo spettacolo. Quasi come un rito catartico che vede gli attori spogliarsi dei personaggi per ritornare alla propria identità.  

Se per Coefore Eumenidi ha scelto “Heroes” di David Bowie, con le immagini delle grandi stragi che hanno dilaniato il nostro paese – ne ha aggiunta una in più quest’anno ricordando la distruzione del Teatro di Mariupol – per Agamennone ha scelto  “Glory Box” dei Portishead. E non c’è stata una replica in cui il pubblico, con la torcia degli smartphone, non abbia immortalato la suggestione del momento.

Atto romantico e di amore da custodire nel baule dei ricordi. Il regista, assente per la maratona perché impegnato al Sydney Opera House, ieri sera ha proposto in versione integrale l’Orestea di Eschilo, unica trilogia rimasta di tutto il teatro greco classico con Agamennone, Coefore ed Eumenidi ed è stato un gran successo.

Una maratona di 4 ore in cui il pubblico ha seguito con partecipazione e in religioso silenzio tutto quello che accadeva in scena. Una restituzione bellissima i lunghi applausi finali ad un gruppo di attori che per due anni sono diventati “compagnia”.

Ma questa è un’altra storia. Ieri sera la scena finale è stata “rubata” da una persona “comune”, un elettricista, una delle maestranze che da molti anni lavora per l’Inda. Ha pensato bene, con la complicità della regia, di chiedere la mano alla fidanzata Anna seduta nella cavea tra gli spettatori. Il ragazzo si è “giustificato” dicendo che da 9 anni fa parte della grande famiglia delle maestranze e gli sembrava giusto chiedere di convolare a nozze davanti a 3000 spettatori e alla “sua famiglia lavorativa”.

La ragazza tra emozione e lacrime scende nell’orchestra e di fronte al fidanzato inginocchiato dice il suo sì mentre sul ledwall compare un cuore con la scritta “Anna mi vuoi sposare?”. Quindi “Amor vincit omnia” ma non siamo all’NBA, non siamo al concerto di Fedez, non siamo da Maria De Filippi e la scelta ci lascia un po’ sine verbis. 

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