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«Polpo di Stato», al Catania Pride la controffensiva della comunità Lgbtqia+

Nello slogan dell'edizione 2023 la risposta contro una cultura e una politica che discriminano

11 Giugno 2023, 21:30

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“Polpo di Stato” è lo slogan del Catania Pride 2023. Un gioco di parole che evoca il concetto di colpo di Stato per rendere chiara la volontà della comunità Lgbtqia+ di portare avanti «una controffensiva nei riguardi di una cultura e di una politica che ci discrimina e uccide». Un modo per dire «ci organizziamo per resistere e reagire alle discriminazioni di Stato» anche attraverso la pratica politica del riappropriarsi di un termine, “puppo”, che a Catania è stato usato in maniera dispregiativa per svuotarlo di questa connotazione dandogliene una positiva.

Ieri, al Bastione degli Infetti, è stata presentata la settimana del “Pride Village” che si terrà, in questa stessa sede - in via Torre del Vescovo - a partire da martedì 13 giugno fino a venerdì 16, dalle 17 a mezzanotte, in preparazione del corteo che si terrà sabato, alle 17, con concentramento in piazza Cavour, al Borgo. Da qui il corteo si snoderà lungo via Etnea con una sosta davanti alla Villa Bellini dove si terrà, come in tutta Italia, il flash mob “I Pride chiamano l’Italia”. La manifestazione si concluderà con una “corsa sui tacchi” gli ultimi cento metri prima di avvivare a piazza Trento dove si terranno i vari interventi.

Quest’anno, nell’ottica dell’inclusione, è prevista la distribuzione di tappi per le orecchie per chi non regge la musica ad alto volume e la traduzione degli interventi nella lingua dei segni.

Tante le iniziative previste durante il “Pride Village”: incontri culturali, presentazione di libri, confronti sulla genitorialità, sulla gestazione per altri, sulle famiglie arcobaleno, sul movimento Lgbtqia+, sulle persone trans e sull’antimafia. Dibattiti che si terranno nel pomeriggio, così come i laboratori di vario genere, inclusi quelli di danza.

Giovedì 15 è previsto un pomeriggio dedicato ai bambini, anche per reagire alle “critiche infondate di chi, come Meloni, nel 2019 ci ha accusato di indottrinamento basato sulla teoria di genere, mentre noi vogliamo decostruire gli stereotipi”. Oltre a questi momenti culturali ce ne saranno altri ricreativi come i laboratori di danza sui tacchi e di vogueing. Di sera, a partire dalle 21,30, si farà musica dal vivo e Dj set e venerdì una “liberation ball”, una festa dove si fa musica, si balla, ci si traveste e si sfila. E’ prevista una giuria e una premiazione finale.

Il documento politico

Tutte iniziative che rispondono ai contenuti del documento del Catania Pride 2023 che parte dalla critica e dal contrasto al sistema patriarcale-capitalista in cui viviamo, escludente, discriminatorio e oppressivo, basato sull’opposizione alle persone e alla cultura omo, trans e non binaria. Un sistema contro il quale la comunità Lgbtqia+ lotta «per costruirne uno alternativo dove ogni identità possa trovare la libertà di espressione di sé». In questa ottica la comunità si batte per superare la dicotomia tra diritti sociali e diritti civili che, invece, sono pensati come strettamente connessi, il diritto al lavoro insieme a quello a migrare, all’uguaglianza di genere, alla salvaguardia dell’ambiente, al rispetto delle disabilità, alla libertà procreativa, all’autodeterminazione. Tutti “diritti di esistenza” che coincidono con la lotta al fascismo.
«La nostra comunità è antifascista, anticapitalista e pacifista. Siamo contro ogni guerra, e non solo in Europa. E siamo per la risoluzione diplomatica della guerra, convinti che la voce della pace può essere ascoltata solo con il silenzio delle armi».

Tante le rivendicazioni a livello nazionale, tra cui una legge conto l’omotransfobia, l’approvazione del matrimonio egualitario, la tutela dell’omogenitorialità, il potenziamento della legge 194 a tutela del diritto alla libertà riproduttiva, inclusa quella a ricorso alla gestazione per altri solidaristica e gratuita. E ancora il diritto alla salute per le persone transgender, con particolare riguardo al periodo dell’adolescenza, il riconoscimento della carriera alias per chi è in transizione di genere, la tutela dalle discriminazioni sul lavoro delle persone Lgbtqia+, l’accoglienza delle persone migranti e di chi fugge da persecuzioni per il proprio orientamento sessuale, e l’abolizione della legge Cutro.

A livello locale

In campo locale la comunità Lgbtqia+ chiede alle istituzioni spazi di accoglienza e protezione e di aggregazione, il potenziamento di consultori e ambulatori per la salute delle donne, l’adozione di un registro di genere, la trascrizione degli atti di nascita dei figli e delle figlie delle famiglie arcobaleno, a prescindere dalla tecnica riproduttiva, politiche a supporto di chi opera in questo campo e recupero del quartiere San Berillo garantendo la qualità abitativa per migranti e sex worker.