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Ati Catania: la parola d'ordine è “miglioramento”

Il presidente dell’assemblea dei sindaci, Santi Rando: «Primo step è individuare il gestore unico d’ambito» 

Di Ottavio Gintoli

Verso il gestore del servizio idrico unico d’ambito, per sfruttare al meglio la grande opportunità rappresentata dai fondi Pnrr per il miglioramento delle condotte in tutta la provincia grazie anche al prezioso e attento lavoro che svolge senza soluzione di continuità dal 2018 l’Assemblea Territoriale Idrica di Catania.
Assemblea che mette insieme tutti i 58 comuni della provincia etnea, con il primo cittadino di Tremestieri Etneo Santi Rando presidente dell’assemblea dei sindaci. 
È proprio lui a fare il punto della situazione, partendo da quel lontano 2018, anno in cui viene avviato il censimento e la regolazione dei gestori esistenti sul territorio e viene programmata la loro aggregazione su base provinciale per pervenire alla gestione unica d’ambito. Nel transitorio l’Ati di Catania è riuscita già a centrare molti obiettivi, tra cui il finanziamento di alcuni progetti per il riammodernamento della rete idrica in diversi comuni della provincia, interventi possibili grazie ai fondi messi a disposizione dal Piano Nazionale di Ripresa e Ripartenza.
«Dal 2018 a oggi - spiega il presidente dell’assemblea dei sindaci dell’Ati Catania Santi Rando - siamo stati impegnati in un lavoro di aggregazione, con una serie di attività svolte in sinergia con tutti i gestori del servizio che operano sul territorio e che garantiscono l’approvvigionamento delle risorse idriche nei 58 comuni della nostra provincia. Abbiamo trovato una grossa frammentazione gestionale, ma questo non ci ha impedito di avviare percorsi importanti per dare risposte al territorio».
Un percorso in parallelo si potrebbe dire. La prima strada è quella che condurrà all’individuazione del gestore unico d’ambito. «Da questo punto di vista - aggiunge Rando - stiamo lavorando accanto al ministero della Transizione Ecologica affinché gli atti siano verificati e in linea con le normative europee».
La seconda strada, invece, è quella che riguarda la graduale aggregazione delle gestioni e la loro regolazione, ai fini dell’accesso ai fondi Pnrr e che è già stata intrapresa visto le scadenze dei mesi precedenti. «Anche qui abbiamo fatto un ottimo lavoro - prosegue Rando - perché l’Ati, a seguito della sottoscrizione delle convenzioni e della regolazione dei gestori convenzionati, ha potuto inserire nel bando React Eu di dicembre diversi progetti riguardanti la sistemazione e l’ammodernamento delle reti idriche, per un totale di oltre 56 milioni di euro. Progetti ammissibili al finanziamento. Un risultato ottimo e molto importante, perché siamo riusciti a presentare progetti coordinati, come si trattasse di lotti di un unico grande intervento, moderno, per la gestione degli impianti. Quanto fatto fin qui ci permette di essere ottimisti in vista della prossima finestra che sarà aperta per presentare progetti da finanziare con i Pnrr, che permetteranno ulteriori interventi sul territorio. In particolare bisogna puntare, per la finestra di ottobre, a presentare i progetti per i comuni ancora da aggregare alle gestioni regolate, che se aggregati potranno anche loro accedere ai finanziamenti».
La parola d’ordine, dunque, è “miglioramento”. Da attuare seguendo le regole dell’Arera (autorità di regolazione dell’energia, reti e ambiente) in termini di qualità contrattuale e tecnica, perseguendo gli obiettivi stabiliti dall’Autorità nazionale, attraverso l’aggiornamento della carta dei servizi e la verifica costante dei macro indicatori di qualità tecnica definiti da Arera. Primi fra tutti sono gli obiettivi di riduzione delle perdite, dovute alle conduzioni vetuste, e la messa a norma dei sistemi fognari e depurativi. 
Ma che profilo avrà il nuovo gestore unico d’ambito? «Dovrà avere caratteristiche industriali - conclude Rando - così da poter consentire una gestione unica per l’intero ambito, creando economia di scala e perseguendo gli obiettivi di miglioramento definiti in maniera stringente dall’Autorità all’insegna dell’efficienza. Dovrà gestire il servizio nel rispetto degli standard di qualità e, allo stesso tempo, realizzare gli investimenti necessari all’ammodernamento delle infrastrutture e accedere ad ogni forma di finanziamento che sarà resa disponibile per il miglioramento delle condotte e degli impianti».

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