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Acqua

Gli italiani sono fra i più spreconi in Europa

Solo uno su 4 presta attenzione al consumo ma cresce la presa di coscienza sulla serietà del problema

Di Redazione

Gli italiani sono tra i più spreconi d’Europa per quanto riguarda il consumo di acqua ma è aumentata la presa di coscienza sulla serietà del problema della scarsità dell’acqua con il 25% tra gli adulti (+4% vs 2021) e il 31% tra i giovani (+15% vs 2021) mentre diminuiscono coloro che ritengono che la disponibilità d’acqua non sia un problema attuale (7% nel 2022 dal 9% nel 2021) oppure che sia un problema solamente di specifiche aree e in specifici momenti dell’anno (68% nel 2022 vs 70% nel 2021).
 Solo 1 italiano su 2 è cosciente del maggior consumo personale rispetto agli altri paesi europei (220 litri in Italia vs 165 litri di media europea) ma il dato è in progressiva crescita nel corso degli anni (dal 48% del 2019 al 54% del 2022) e il 68% ritiene che il consumo per famiglia sia inferiore ai 100 litri giornalieri (contro i 500 litri reali). 
 Sono alcuni dati che emergono da una ricerca Ipsos (per conto dell’azienda Finish) condotta a gennaio scorso su un campione di mille persone in occasione del 30° anniversario della Giornata mondiale dell’acqua che ricorre oggi. 
 Gli italiani mettono comunque in atto alcuni piccoli comportamenti utili a ridurre il proprio impatto di consumo: il 73% chiude i rubinetti quando non necessario e utilizza la lavastoviglie solo a pieno carico, il 49% si impegna a fare docce più brevi, il 67% preferisce la doccia alla vasca. Attenzioni fondamentali per la tutela dell’acqua e che consentono di risparmiare sul consumo delle risorse energetiche, come elettricità e gas.
 Proprio relativamente ai consumi, spiega Ipsos, l’acqua si dimostra ancora la meno controllata dagli italiani, con un trend in linea con gli anni passati. Il 40% degli intervistati, infatti, dichiara di controllare sempre il consumo di energia elettrica, il 38% quello di consumo di gas mentre un limitato 32% si preoccupa del consumo di acqua. 
 Quanto alla gestione delle risorse pubbliche, sebbene solo il 22% degli intervistati sappia cosa sia effettivamente il Pnrr e abbia fiducia nella corretta allocazione dei fondi previsti, il 43% di essi ritiene che le risorse debbano essere utilizzate per un uso sempre più efficiente dell’acqua, dato secondo solo agli investimenti e ricerca in fonti di energia rinnovabile (57%).
 In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, Finish scende in campo con il progetto “Acqua nelle nostre mani”. Giunta nel 2022 alla sua terza edizione, questa iniziativa si concretizza in un percorso di profonda attenzione verso il bene acqua, attraverso il quale diffondere una sempre maggiore consapevolezza circa nuovi modelli di comportamento e nuove abitudini di consumo volte alla sua tutela e salvaguardia. Al fianco del brand, anche per il 2022, Future Food Institute, centro di eccellenza italiano sui temi dell’innovazione agroalimentare. La collaborazione si svilupperà anche quest’anno con il duplice obiettivo di sensibilizzare alla salvaguardia delle risorse idriche in campo agricolo, con un percorso in costante evoluzione rispetto agli interventi operati in Cilento nel 2020 e nella Valle dell’Etna nel 2021, e di portare avanti un processo formativo verso i più giovani per stimolare, attraverso il dibattito e il confronto, nuova consapevolezza sul problema e nuove idee utili per il futuro del pianeta.
 In particolare, con riferimento all’impegno in ambito agricolo, Finish e Future Food Institute sposteranno nel 2022 la propria attenzione in Puglia, a sostegno delle coltivazioni di olivo, con interventi inerenti alla gestione degli oliveti ai fini della lotta alla desertificazione e con specifici interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riciclaggio delle acque, sempre in un’ottica di informazione ed educazione al corretto uso della risorsa. 
Non solo. Anche quest’anno Finish sarà partner del progetto didattico di educazione civica “Hackathon nella scuola”, promosso da Cosmopolites e frutto della collaborazione tra Amore Per Il Sapere (Apis) e Future Food Institute. Il format, che ha coinvolto più di 40mila studenti e docenti del triennio delle scuole superiori, è una vera e propria palestra per lo sviluppo del pensiero sistemico e il lavoro di squadra. È un’esperienza che favorisce lo scambio di idee e l'approccio alla co-progettazione.

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