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Carnevale

A Carnevale ogni scherzo vale? Viaggio nelle origini della festa più pazza che c’è

Di Redazione |

Perché si festeggia il carnevale? Chi lo ha inventato? Il termine “Carnevale” deriva dal latino “carnem levare”, ovvero “privarsi della carne”, e fa riferimento all'usanza di tenere un grande banchetto prima del digiuno quaresimale. In questo caso è dunque chiarissimo il riferimento alla tradizione cattolica, poiché il Carnevale è l’ultimo giorno prima dell’inizio dei 40 giorni prescritti di digiuno ed astinenza, dalle carni che precedono la Pasqua.

Il termine Carnevale infatti deriva dal latino “carnem levare” che significa appunto “togliere la carne”. Durante la Quaresima infatti – quante volte da bambini ce lo dicevano le nostre nonne? – le persone si astengono dal consumo di carne (e in teoria non solo dal punto di vista alimentare…).

I primi festeggiamenti del Carnevale risalgono al VIII secolo, quando veniva organizzato un banchetto con tanti cibi e bevande prima del digiuno. Ma durante questo periodo era concesso sovvertire l’ordine sociale e si poteva nascondere l’identità dietro una maschera.

Più che altro la tradizione cattolica ha fatto proprie riti e feste di origine pagana. Ad esempio di feste e celebrazioni simili al Carnevale c’è traccia anche nell'antico Egitto, dove, nel giorno dell'equinozio d'autunno, si celebravano i Cherubs, o festa dei buoi. Ma è soprattutto nel mondo greco e romano che possiamo ritrovare le origini del nostro carnevale. In epoca Greca c’erano le Antesterie, feste celebrate in onore di Dioniso, che hanno a che fare col piacere del vino e con il «fiorire primaverile».

In epoca Romana vi erano i Saturnali avevano inizio con grandi banchetti, sacrifici, in un crescendo che poteva anche assumere talvolta caratteri orgiastici; i partecipanti usavano scambiarsi l'augurio o Saturnalia, accompagnato da piccoli doni simbolici, detti strenne. I Saturnalia (festività in onore del dio Saturno) vennero fissati in età Imperiale da Domiziano tra il 17 ed il 23 dicembre ed è da qui che ha preso origine il rito dello scambio dei doni per Natale.

Durante questi festeggiamenti era sovvertito l'ordine sociale: gli schiavi potevano considerarsi temporaneamente degli uomini liberi, e come questi potevano comportarsi; veniva eletto, tramite estrazione a sorte, un princeps – una sorta di caricatura della classe nobile – a cui veniva assegnato ogni potere. Il "princeps" era in genere vestito con una buffa maschera e colori sgargianti tra i quali spiccava il rosso, il colore degli dei. Molto presumibilmente la tradizione del Carnevale di tipo cattolico, con l’usanza del travestimento, potrebbe derivare proprio dai Saturnali.

Nel Medioevo il Carnevale diventa follia allo stato puro. È un momento in cui vige la più assoluta libertà e tutto diviene lecito: ogni gerarchia decade per lasciare spazio alle maschere, al riso, allo scherzo e alla materialità. Lo stesso mascherarsi rappresenta un modo attraverso il quale uscire dal quotidiano, disfarsi del proprio ruolo sociale, negare sé stessi per divenire altro. Nel periodi successivi, poi, anche a seguito di scismi interni al Cattolicesimo, questa festa diviene un po’ meno marcata. Il carnevale ha sempre rappresentato una grande festa popolare, in cui confluivano elementi di diversa natura, dando vita a riti e usanze culminanti in momenti di gioia e allegria che raccoglievano le comunità.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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