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Panettone: in calo l'industriale (2,5%) cresce l'artigianale

Di Redazione

Panettone: all’interno di un mercato in contrazione, la proposta industriale arretra, mentre continua a consolidarsi la crescita dell’artigianale.
 Emerge nella ricerca "L'evoluzione nei consumi del panettone in Italia" promossa, per il terzo anno consecutivo - in un’ottica di osservatorio - da Csm Ingredients, grazie alla collaborazione con NielsenIQ, dove si evidenzia come nell’industriale le proposte più in sofferenza siano quelle a battuta di cassa maggiore (identificate nel segmento premium), mentre il panettone artigianale continua la sua ascesa, grazie ad un pubblico di consumatori sempre più esclusivista che lo considera un regalo di qualità ed un lusso democratico, una presenza ormai irrinunciabile nella tavola delle feste. 
Si rileva inoltre un cambiamento generale nella domanda del dolce italiano per eccellenza: la crescita dei consumi già dal mese di ottobre e che partono da formati di medio-piccole dimensioni, a sottolineare la necessità di un anticipo della proposta. 
In uno scenario in cui si rileva una contrazione generale nei consumi del mercato legato alle categorie merceologiche a cui appartengono i prodotti delle ricorrenze natalizie, il panettone industriale resta il segmento più solido nonostante abbia subìto una flessione del 2,5% assestandosi a 217 milioni di euro nell’ultima campagna Natale.
 Il comparto artisanal non riesce a bilanciare questa tendenza nonostante una crescita organica e trasversale, che si attesta ormai a 118.5 milioni di euro (+3.2% verso l’anno precedente) e ad un aumento generale della penetrazione (+10%) concentrata soprattutto al Sud e al Nord-Ovest, dove sono sempre di più gli esclusivisti del comparto che considerano il panettone artigianale un dolce di qualità e un perfetto cadeau natalizio. 
Come conseguenza diretta di questa evidenza, si nota un effetto di cannibalizzazione del comparto artigianale sul segmento premium del comparto industriale (identificata dai prodotti sopra i 10 euro al kg): il cui valore cala dell’11% raggiungendo una cifra pari a 23,6 milioni di euro. Mentre l’offerta l’industriale del segmento mainstream grazie alla leva di prezzo, decresce in misura meno importante (-7,5%), assestandosi a sfiorare i 75milioni di euro. 
Emerge in modo sempre più evidente, come siano le aspettative sulla qualità del prodotto, il prezzo e le abitudini di consumo a guidare i consumatori: chi è spinto dalla convenience e dalla facilità di reperimento del prodotto (ampio assortimento) sceglie l’industriale, mentre chi opta per l’artigianale è mosso dalla qualità e dalla varietà della proposta, fattori che spingono i consumatori a recarsi in pasticceria e, se impossibilitati a raggiungerla, ad acquistare sull'e-commerce del loro artigiano di fiducia. 
La leva della qualità, inoltre, spinge sempre di più l’acquirente alla ricerca del panettone non solo durante le festività, con un conseguente ampliamento della fascia principale di acquisto, anticipata già ad ottobre e che scivola ampiamente sino a gennaio, con un conseguente allargamento della domanda. 
In generale anche se il mercato legato alle ricorrenze ha subito una flessione, da questa ricerca si evince che il panettone continua a mantenere il suo appeal: 7 famiglie su 10 continuano ad acquistarlo a Natale, un dato che conferma quanto questo prodotto non possa mancare sulle tavole degli italiani nei giorni di festa. 

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