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Rinnovabili, serve una pianificazione di ampio respiro

Di Redazione

«Le energie rinnovabili sono un tema molto presente nei programmi elettorali (anche se lo sono meno nel dibattito pubblico): è sicuramente positiva l’attenzione alla diversificazione delle fonti di approvvigionamento, all’incremento nell’uso delle fonti rinnovabili e alla maggiore autosufficienza energetica italiana, ma non basta. Ciò che serve per uno sviluppo strutturale del settore in Italia è una pianificazione di più ampio respiro, che non può prescindere da un confronto più approfondito e sistematico con le associazioni di categoria».
 Così Vito Zongoli, consigliere del direttivo Anie Rinnovabili e managing director di Senec Italia, a proposito del dibattito elettorale sul futuro energetico dell’Italia. 
Finora, infatti, «le decisioni sono state spesso prese con un orizzonte temporale troppo limitato e senza l’ascolto attento delle esigenze dei protagonisti del mercato - sottolinea Zongoli - in campo energetico, tanto più con riguardo alle rinnovabili, non è sostenibile affrontare provvedimenti legislativi che cambiano di anno in anno, se non addirittura ogni sei mesi: le imprese faticano a fare investimenti e, quando li fanno, il rischio non raramente si rivela eccessivo».
Sulla presenza del tema rinnovabili all’interno delle propste delle coalizioni che andranno al voto il 25 settembre, «auspichiamo - dice Zongoli - che dalle numerose proposte a tema energetico presenti nei programmi elettorali si passi a una volontà concreta di guidare il Paese verso una vera transizione energetica». 
«Una transizione che non potrà che passare attraverso la diffusione capillare di sistemi di autoproduzione e autoconsumo, quali gli impianti fotovoltaici con accumulo, in grado di garantire una maggiore autosufficienza energetica e un consistente risparmio in bolletta; attraverso nuove modalità di condivisione dell’energia, come le comunità energetiche, in grado di rendere sempre più distribuita, efficiente ed economica la generazione di energia; e attraverso una sempre maggiore semplificazione e liberalizzazione del mercato, favorendo ad esempio la diffusione dei contratti Ppa (Power Purchase Agreement). Senza dimenticare, infine, la necessità di promuovere ampiamente la cultura sul risparmio energetico, il riciclo e l'economia circolare e di incentivarne le forme di utilizzo». 
 Intanto il governo maltese ha introdotto varie misure per risparmiare il consumo di energia nel settore pubblico, alla luce del forte aumento dei costi. Le prime iniziative comprendono lo spegnimento dell’illuminazione delle facciate di edifici pubblici e monumenti e la temperatura dell’aria condizionata deve essere minima di 24°C in raffrescamento e massima di 21°C in riscaldamento. Un’eccezione è stata fatta per gli ospedali.
 Le nuove regole del ministero dell’Energia mirano a incoraggiare l'efficienza e il risparmio energetico in tutto il settore pubblico. Le nuove linee guida prevedono anche lo spegnimento degli elettrodomestici quando non vengono utilizzati e incoraggiano l’uso di apparecchi di illuminazione più efficienti dal punto di vista energetico.
 Dopo l’invasione russa dell’Ucraina e la pandemia di Covid-19, il governo maltese ha speso milioni di euro per sussidiare il consumo di energia e carburante. In aprile, il governo maltese ha impegnato 200 milioni di euro per proteggere i consumatori dall’aumento dei prezzi dell’energia e la scorsa settimana sono stati aggiunti altri 50 milioni di euro per coprire l’aumento dei costi dell’elettricità.

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