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Risparmio Idrico

«Energia alle stelle, aumenti dell'acqua inevitabili»

Fatuzzo, presidente Sidra: «A luglio bolletta luce da oltre 2milioni. Abbiamo chiesto aiuto ma il governo tace»

Di Redazione

«Stiamo cercando in tutti i modi di resistere senza aumenti delle tariffe idriche e senza danneggiare il servizio». E’ quanto dice il presidente di Sidra prof. Fabio Fatuzzo affrontando il problema causato dai costi sempre più alti dell’energia. 
Più passano i giorni e più sembra inevitabile un aumento delle tariffe dell’acqua dei catanesi. Un’eventualità questa che il presidente Fatuzzo ha cercato sempre di evitare sperando in una soluzione, in un aiuto dal governo centrale; aiuto più volte richiesto ma rimasto sempre senza risposte. La Sidra, infatti, paga bollette che non sono più sostenibili. Quella di luglio ha raggiunto la cifra iperbolica di 2.019.473 milioni di euro. Per fare un raffronto, quella di luglio 2021, pur in aumento rispetto ai mesi precedenti, era “appena” di 673.177 mila euro.

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Nelle foto in alto (di Donatella Turillo) il presidente della Sidra Fabio Fatuzzo

 

Per dare un’idea della complessità del problema bisogna sottolineare che, se continuasse così, il prezzo dell’energia assorbirebbe tutto l’introito della tariffazione. Anche perché il mese di agosto l’energia continua a costare ancora di più. A luglio ha raggiunto l’80% dei costi di produzione, mettendo in crisi il sistema idrico. 
Nonostante i tanti tentativi posti in essere, nessuna risposta si è ricevuta dal governo alle molteplici richieste di intervento, così come inattiva è rimasta l’Arera che pure è l’Autorità che dovrebbe regolare le tariffe di acqua, luce e gas. L’Arera, infatti, ha lasciato lievitare le tariffe di gas e energia senza intervenire. 
«A questo punto – aggiunge Fatuzzo – l’aumento delle tariffe diventa sempre di più una necessità, difficile da evitare. Noi fino a oggi siamo riusciti a resistere, a non far pesare sulle famiglie, già tartassate da aumenti di ogni tipo, l’incredibile situazione, perché siamo forti, ma i più piccoli sono in difficoltà ancora maggiori della nostra e potrebbero rischiare la chiusura». 
Si è registrata una totale insensibilità al problema dal Governo da cui non è arrivata alcuna risposta. 
Ma, cosa chiede ripetutamente il presidente della Sidra?

1. La sospensione delle accise che gravano sul prezzo dell’energia elettrica;
2. Il riconoscimento di un credito d’imposta eguale all’aumento del costo dell’energia elettrica sopportato da ogni azienda che espleta tale essenziale servizio idrico;
3. Iscrizione delle aziende idriche tra le energivore in quanto fortemente “estrattive”, preso atto che la risorsa idrica si estrae, per la maggior parte dal sottosuolo e cioè da pozzi profondi fino a 400 mt. con le conseguenti altissime necessità di energia elettrica. Infatti, il consumo di energia elettrica annuo degli impianti Sidra ammonta a circa 45 gigawatt ore. 

 

 

La tabella qui in alto evidenzia con chiarezza la crescita esponenziale del costo dell’energia dal 2004 al 2022, con il pun (prezzo unico nazionale) che è passato da 38,92 nel 2020 a 500,72 nell’agosto di quest’anno. Un crescendo continuo e si tratta di dati ufficiali che arrivano dalla Fonte gme (Gestore mercati energetici).
 «Appare quindi evidente – sottolinea Fatuzzo - che gli aumenti, ormai fuori controllo dell’energia elettrica espongono le Società idriche a un fortissimo squilibrio economico-finanziario, in quanto è impossibile sostenerne i maggiori costi che non vorremmo ribaltare sull’utente, già sopraffatto da altri aumenti e da un notevole carico fiscale. Eppure i ritocchi si rendono, purtroppo, sempre più necessari per assicurare la continuità aziendale e l’efficienza del servizio idrico e non azzerare la liquidità finanziaria con l’abbandono di ogni politica di recupero delle carenze strutturali e la conseguente impossibilità di ogni intervento di manutenzione ordinaria o straordinaria».
 Di fronte a questi problemi sembra incredibile che il Governo non riesca a trovare, fra i tanti miliardi utilizzati in ambito Pnrr, le risorse finanziarie necessarie per sostenere il servizio idrico, non tanto essenziale, quanto vitale. E pertanto, come tale, deve essere mantenuto in efficienza. Ciò anche per evitare le conseguenze sul piano igienico-sanitario e di ordine pubblico che un eventuale default causerebbe. A quel punto, il Governo dovrebbe per forza affrontarlo con costi ben maggiori e minore efficienza».
«Del resto - aggiunge Fatuzzo - Roma dagli aumenti ha anche ottenuto grandi vantaggi grazie alla crescita degli incassi dell’Iva».
E’ da quando è stato lanciato il primo grido d’allarme nel corso di una conferenza stampa nell’aula consiliare di Catania il presidente Fatuzzo non si è fermato a quelle richieste, assolutamente necessarie, ma è andato oltre. Ha anche organizzato un tavolo operativo con i principali acquedotti pubblici nazionali, tutti con lo stesso grave problema, per elaborare un progetto unitario e chiedere alle commissioni Bilancio di Senato e Camera di adottare al più presto le soluzioni necessarie. Purtroppo però la crisi di Governo ha ostacolato il percorso. 
«Abbiamo tentato in tutti i modi di evitare l’aumento delle tariffe e finora ci siamo riusciti con grandi sacrifici ma non sappiamo per quanto sarà possibile». Sembrerebbe una dichiarazione di resa. «Assolutamente no – precisa Fatuzzo – perché proprio in questi giorni abbiamo incontrato i sindacati di categoria e stiamo organizzando altri incontri per cercare soluzioni. E’ nostro dovere non arrendersi per garantire agli utenti il servizio idrico in termini di efficienza e, fin quanto sarà possibile, di economicità».
Il problema del contenimento dell’aumento dell’energia e della conseguente necessità di risparmiarla si affianca alla necessità di usare l’acqua con oculatezza. Oltretutto negli ultimi anni le falde acquifere si sono anche abbassate sia in conseguenza dei recenti terremoti sia per la scarsità di piogge in Sicilia. Anche le precipitazioni nevose, che garantivano prima la costituzione di riserve d’acqua esistenti sotto l’Etna, sono state notevolmente ridotte e quindi l’acqua si è dovuta cercarla in profondità sempre maggiori con ulteriori esigenze della costosissima energia elettrica. 

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