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“È bello vivere liberi!”, Marta Cuscunà e le sue marionette incarnano la gioia della lotta partigiana

In scena sabato 23 marzo alle ore 21allo Zo Centro culture contemporanee di Catania

Di Press Service |

AltreScene, la rassegna di teatro contemporaneodi Zo Centro culture contemporanee di Catania, è stata da sempre molto attenta al linguaggio del teatro civile, con la sua funzione informativa e formativa. E in questo filone si inserisce “È bello vivere liberi!” di e con Marta Cuscunà – progetto di teatro civile per un’attrice, 5 burattini e un pupazzo –, in scena sabato 23 marzo alle ore 21.

Ispirato al libro “Ondina Peteani. È bello vivere liberi. Una vita tra lotta partigiana, deportazione ed impegno sociale” (edizioni Irsml Friuli Venezia Giulia, 2007 poi ristampato da Mursia nel 2012), biografia scritta dalla storica Anna Di Giannantonio di Ondina Peteani, prima staffetta partigiana d’Italia deportata ad Auschwitz col numero N. 81672, lo spettacolo di Marta Cuscunà ci fa riappropriare della gioia, delle risate, delle speranze dei partigiani che sono state soffocate dallo sterile nozionismo. È uno spettacolo per riscoprire l’atmosfera vitale e vertiginosa di quel periodo della nostra storia in cui tutto sembrava possibile. 

Marta Cuscunà in “E’ bello vivere liberi!”, foto di Marco Caselli Nirmal

Prima dello spettacolo di sabato 23 marzo, venerdì 22 marzo, alle ore 15.30, sempre da Zo, gli studenti dell’Università di Catania e dell’Accademia di Belle Arti di Catania potranno confrontarsi con Marta Cuscunà in merito al suo percorso creativo, alle tematiche e alla drammaturgia dello spettacolo. Inoltre, sarà un momento di approfondimento del nuovo progetto di residenze artistiche Ecdisi, per coinvolgere la comunità degli studenti all’interno del percorso di ricerca. L’ingresso all’incontro è gratuito. Premio Scenario per Ustica 2009, “È bello vivere liberi!” è la prima tappa del progetto sulle Resistenze femminili di cui l’attrice di Monfalcone è autrice e interprete. Oggetti di scena Belinda De Vito, luci e audio Marco Rogante, disegno luci Claudio “Poldo” Parrino, co-produzione Operaestate Festival Veneto, cura e promozione Centrale Fies. 

Lo spettacolo si ispira alla biografia di Ondina Peteani che, a soli 17 anni, si accende di un irrefrenabile bisogno di libertà e si scopre incapace di restare a guardare, cosciente e determinata ad agire per cambiare il proprio Paese. Ondina partecipa alla lotta antifascista nella Venezia Giulia, dove la Resistenza inizia prima che nel resto d’Italia grazie alla collaborazione con i gruppi partigiani sloveni nati già nel 1941 per opporsi all’occupazione fascista dei territori jugoslavi. A 18 anni, Ondina diventa staffetta partigiana e comincia ad affrontare le missioni più impensabili. Partecipa anche alla formazione della Brigata Proletaria, quando più di 1500 operai si avviano verso il Carso, per unirsi alle formazioni partigiane. La vicenda della Peteani, però, è stravolta bruscamente nel 1943 quando, appena diciannovenne, viene sprofondata nell’incubo della deportazione nazista. Ma è proprio in questo drammatico momento che Ondina ritrova con ostinata consapevolezza l’unica risposta possibile: Resistenza! Perché è bello vivere liberi!. Marta Cuscunà: «“È bello vivere liberi!” è l’ultima frase che Ondina Peteani ha scritto a poche settimane dalla morte, quando, in ospedale, il medico le chiese di scrivere, a occhi chiusi, la prima frase che le fosse venuta in mente. Ondina, allora, ha scritto quello che sentiva profondamente: amore per la libertà. Racconto tutto questo attraverso linguaggi differenti: le testimonianze, per ricreare l’atmosfera e lo spirito di quegli anni attraverso le parole di chi li visse in prima persona; il monologo civile per creare un filo conduttore tra le vicende e un punto di vista contemporaneo; i burattini per ritrovare la forma del teatro popolare che gli stessi partigiani utilizzavano nei bozzetti drammatici che scrivevano e interpretavano per festeggiare le vittorie; il teatro di figura con pupazzi per raccontare in modo evocativo l’orrore dei lager».

La biografia di Ondina ha letteralmente entusiasmata, scossa, “accesa” la Cuscunà rappresentando la scintilla dello spettacolo: « Ho incontrato una ragazza, poco più giovane di me, incapace di restare a guardare, cosciente e determinata ad agire per cambiare il proprio Paese; con un’intuizione fondamentale: la donna è una risorsa irrinunciabile per la pace e la giustizia. Un esempio di partecipazione attiva, di come ogni singolo individuo può diventare indispensabile per la vita di un intero popolo. D’altra parte la vicenda di Ondina mi ha permesso di guardare l’incubo dei lager nazisti da un punto di vista particolare: Ondina è stata deportata, umiliata, privata della sua identità e torturata perché lottava per la Libertà e aveva scelto di schierarsi, nonostante tutto. Avverto l’urgente necessità di raccontare questa storia, oggi, perché “chi è senza memoria è senza futuro” e in Italia molti hanno dimenticato troppo in fretta il significato della Resistenza». 

Luogo: Zō Centro Culture Contemporanee, Piazzale Rocco Chinnici, 6, CATANIA, CATANIA, SICILIA

Data Inizio: 23/03/2024

Data Fine: 23/03/2024

Ora: 21:00

Artista: Marta Cuscunà

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