La stylist Giorgia Asero da Paternò a Milano: «Sogno di portare i “miei” artisti a Sanremo»
Appassionata di moda fin dall'infanzia, ha 24 anni. "L'abito ci dice chi è la persona, cosa vuole rappresentare. Cerco di spronare i personaggi a dare il meglio di sé"
La giovanissima catanese Giorgia Asero il compito di migliorare l’immagine degli artisti, “spronandoli a dare il meglio di sé”.
Mission che parte dalla provincia.
«Sono nata a Paternò e la passione per la moda è parte di me sin dall’infanzia. Finito il liceo, ho deciso di trasferirmi a Roma per frequentare l’“Accademia costume & moda”. Con il tempo, grazie agli studi affini e ad esperienze formative come lo stage per “Alta Roma”, ho avuto modo di comprendere in quale ambito del settore riuscire ad esprimere pienamente me stessa».
A ventiquattro anni, com’è la vita lontano da casa?
«Non è semplice, la famiglia mi manca ogni giorno di più. Sicuramente ho avuto tanta forza e coraggio, per lasciare i miei cari. Soprattutto, devo ringraziare mio padre, un grande uomo che ha sempre creduto in me appoggiando le mie scelte».
Perché diventare una stylist?
«Sono intraprendente e determinata, col pallino di aiutare il prossimo. E la stylist fa proprio questo: migliora l’immagine degli altri artisti».
Le soluzioni estetiche che propone si adattano alle celebrità. Da cosa è influenzata per le sue creazioni?
«Sono una grande osservatrice, prendo spunto da tutto ciò che mi circonda. La moda è ciclica, si sa. Alcuni capi non tramontano mai. Semplicemente restano in incubazione per un periodo, a volte decenni, e poi ritornano».
Com’è arrivata a Milano?
«Grazie a una stylist di successo, che mi ha voluta come assistente. È un progetto molto stimolante, di grande crescita personale».
Davvero l’abito fa il monaco?
«Nel mio campo professionale è quell’elemento, di fondamentale importanza, che descrive appieno un artista. Ci dice chi è, cosa vuole rappresentare e chi deciderà di essere in futuro. Quanto ai cantanti, con i quali interagisco ogni giorno, vogliono avere tutti quel quid che li faccia sentire a proprio agio e che li possa rendere immortali».
Schiettezza che traspare anche dai look realizzati ad hoc per ogni personalità. Si riesce a creare un legame?
«Mi piace avere un approccio sincero e libero con ognuno degli artisti che seguo, quasi come se fosse un rapporto di vera amicizia. Cerco sempre di spronarli a dare il meglio di sé».
Ha già altri ingaggi nello showbiz?
«Sì, ma ancora top secret».
Quali obiettivi si è prefissata di raggiungere?
«Portare i “miei” artisti a Sanremo».