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Spettacoli

“Il ricordo che se ne ha”, la storia dei siciliani in Libia diventa una pièce teatrale

I romanzi di Mariza D'Anna ora sono diventati anche un'opera teatrale che ha riscosso un notevole successo

Di Redazione

Grande successo di pubblico e molta emozione per “Il ricordo che se ne ha”, opera contemporanea messa in scena giovedì sera in prima nazionale a Trapani, al teatro Ariston, prodotta dal Luglio musicale trapanese con la collaborazione del Comune. Lo spettacolo prende spunto dai due libri di Mariza D’Anna, giornalista e scrittrice pubblicati entrambi da Màrgana edizioni che narrano la storia di quattro generazioni della sua famiglia a Tripoli che si intreccia con la storia di ventimila italiani andati in Libia ai tempi della colonizzazione e rimasti nel Paese fino a quando non furono cacciati da Gheddafi nel 1970.

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Molto originale e composito lo spettacolo di teatro musicale ha la drammaturgia di Mariza D’Anna e Guido Barbieri, musicologo e voce di Radio 3, la regia di Maria Paola Viano, le musiche originali di Carla Magnan e Carla Rebora. Sul palco ottimo musicisti: il duo pianistico di fama internazionale Paola Biondi e Debora Brunialti, la viola di Paolo Fumagalli, i fiati e le percussioni Edmondo Romano, e tre piani narrativi: la voce lirica della soprano serba Ana Spasic, la voce narrante (storica) di Guido Barbieri e quella recitante della brava e intensa attrice romana Clara Galante. Con le musiche dell’epoca riadattate, i video ben costruiti della storia degli italiani in Libia dal 1928, la storia si dipana con eleganza e grandi emozioni. Nell’azione scenica vibrante di suoni, immagini e sonorità dell’altrove, Clara Galante (Mariza D’Anna) scrive e racconta alla figlia Alexandra la sua infanzia felice trascorsa in Libia, ai giochi con i bambini arabi e inglesi, la scuola multilingue, le feste e i giorni spensierati passati nella tenuta agricola di 1.300 ettari del nonno Carlo e prima del bisnonno Francesco a Biar Miggi, località vicino al sito archeologico di Leptis Magna.

 

 

In scena un lavoro di qualità, nuovo e intraprendente che ha saputo fondere insieme tante espressioni artistiche dando loro un continuum sonoro, narrativo e cinematografico (con video originali) che ha restituito alla memoria emotiva collettiva una pagina di storia d’Italia e una pagina di vita familiare che evoca gioie, rinunce e nostalgie. Un progetto scenico molto apprezzato dal pubblico che dal prossimo anno girerà i teatri italiani.

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