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Spettacoli

"Tornati (a casa) per tempo", lo spettacolo diventa una serie in 4 puntate

Da condividere col pubblico non in streaming ma dal vivo: da stasera al Teatro Verga il progetto nato da un'idea di  Nicola Alberto Orofino

Di Redazione

Un progetto teatrale che diventa una serie, da condividere col pubblico non in streaming ma dal vivo, attraverso quattro puntate che andranno in scena in Sala Verga, a partire da oggi: è il progetto di "Tornati (a casa) per tempo", nato da un’idea di Nicola Alberto Orofino e prodotto dal Teatro Stabile di Catania.

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La drammaturgia è stata curata da quattro autori siciliani – Roberta Amato, Giovanni Arezzo, Nicola Alberto Orofino, Alice Sgroi -, in scena ci saranno quattro attori – Salvo Drago, Luca Fiorino, Carmen Panarello, Cristiana Raggi, con la voce fuori campo di Filippo Luna – e le quattro puntate, per quattro lunedì di seguito, svilupperanno il giallo di una storia familiare attorno alla morte di un rinomato attore d’orchestra: i suoi tre figli torneranno nella casa paterna giusto in tempo per celebrare il funerale e leggere il testamento. Tre fratelli che per anni non si sono né visti né sentiti, praticamente estranei che si sono tenuti d’occhio a distanza, saranno costretti a fare i conti con il loro passato, e soprattutto con il loro futuro.

Il 29 novembre alle 20.45 sarà possibile assistere al primo episodio, Tutta la puzza della vita, il 6 dicembre alle 20.45 sarà replicato il primo episodio e alle 21.45 sarà possibile assistere al secondo, Della tua divina immagine, il 13 dicembre allo stesso modo sarà replicato il secondo episodio seguito dal terzo, Elogio del silenzio, mentre il 20 dicembre andranno in scena il terzo e il quarto episodio, Tutto grasso che cola.

Ogni spettatore potrà decidere liberamente come fruire delle quattro puntate, anche acquistando un mini-abbonamento da 32 euro.

«Abbiamo cercato di capire come il concetto di serialità, che oggi trionfa in tv e in streaming, potesse essere applicato allo spettacolo dal vivo, al teatro», spiega il regista Nicola Alberto Orofino: «E ci siamo divertiti ad impiegare i cliché delle serie tv contemporanee (riassunti delle puntate precedenti, ordine artificiale e non cronologico degli eventi, suspense del finale di puntata, finale di stagione aperto). Il risultato è un racconto che spazia nei generi e nelle forme del teatro (commedia, monologo, testo corale, tragedia…), in cui nulla è come sembra. Un racconto che crediamo possa essere esaltante ed emozionante per il pubblico».

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