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Spettacoli

Blufi, la diga mai finita e densa di misteri diventa un set cinematografico

Anche l’Etna e le Cave di Melilli fanno parte dei luoghi scelti per le riprese di “Fortress”

Di Giuseppe Bianca

Il nemico immaginario di cui  spesso abbiamo bisogno per riscattarci dalla paura, l’intuizione letteraria di Dino Buzzati de "Il deserto dei Tartari", sta facendo rivivere di luce propria l’anima imprigionata nel suo destino di incompiuta della diga di Blufi che è diventata un set cinematografico nella trasposizione di Jessica Woodworth :"Fortress" nel cui cast figura tra i protagonisti anche Geraldine Chaplin. 

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Proprio l’aria impenetrabile e densa di mistero, dalle forme indefinite e dal destino altrettanto sfingeo dell’invaso ha paradossalmente reso più semplice la scelta della regista americana. Il supporto della Sicilia Film Commission della Regione siciliana ha fatto il resto: «Abbiamo valutato diversi vantaggi dal punto di vista logistico e pratico - spiega Flaminio Zadra, uno dei produttori - ma soprattutto abbiamo scelto anche in funzione dell’ambientazione, oltre ad aver potuto beneficiare della presenza di una struttura di film commission ben organizzata». 

Il luogo di confine arido e isolato, il rifugio che deve replicare lo stato surreale della Fortezza Bastiani diventa opportunità e mezzo di confronto, quasi una metafora d’augurio per la diga madonita che attende di conoscere il suo destino pratico dopo il pantano di scelte contrapposte e ingessate degli ultimi 40 anni. 

Oltre alla diga di Blufi, anche l’Etna e le Cave di Melilli bacino di fruizione del Barocco siciliano fanno parte dei luoghi scelti per le riprese di “Fortress”. Se da un lato è pienamente comprensibile poi che tutti vadano dove i pozzi pompano acqua e risorse finanziarie e copioni e sceneggiature vengono spesso adattate dalle produzioni a finalità pratiche è pur vero che il marchio Sicilia sta facendo la sua parte. 

Inoltre nel caso di questo film per cui l’Isola è stata preferita all’Armenia, inizialmente individuata come prima opzione, quando è stata effettuata la scelta della Produzione la pellicola non era stata ancora ammessa al beneficio economico come conferma Zadra «i posti che abbiamo trovato ci sono apparsi immediatamente congeniali per il progetto che avevamo in mente». 

 

 

Soddisfazione viene espressa dal dirigente di Sicilia Film Commission Nicola Tarantino che rispetto al recente bando pubblicato commenta: «Nella valutazione dei film abbiamo dato rispetto al passato un punteggio più significativo agli aspetti legati alla promozione del territorio. Lo scenario cambia molto». Il compito della struttura è quello delle gestione dei fondi degli aiuti di stato destinati all’incentivazione della filiera audiovisiva, nelle categorie lungometraggi e serie tv, cortometraggi o serie documentaristiche,  ma anche quello di svolgere un ruolo di facilitatori sul territorio per gli aspetti logistici e organizzativi  linkando produzioni e territorio.

Tre milioni e 400mila euro hanno rappresentato la coda dell’Apq "Sensi contemporanei", dal prossimo anno le risorse che potranno essere utilizzate saranno quelle nazionali. Importante anche l’effetto sul tessuto socio economico: «Non va dimenticato - ricorda Tarantino - il ritorno sulla filiera. Noi prevediamo una spesa del 150% sul territorio rispetto a quanto diamo come contributo. Ciò determina una leva finanziaria tra il 300 e il 500%. Dagli alberghi ai ristoranti, fino al tessuto produttivo che viene coinvolto viene messo in campo da tre a cinque volte l’importo erogato».

 

Il futuro delle fiction dunque potrebbe passare sempre di più dalle nostre parti «il passaparola tra le case di produzione ricopre un valore importante - ricorda il dirigente regionale - Fornire assistenza e garantire al meglio le condizioni di agibilità a chi fa questo lavoro, spesso riesce a essere un discriminante per la scelta di una regione o di un’altra da parte di una casa cinematografica»

 

 

Tra i contributi alle  produzioni più recenti della struttura di supporto regionale va ricordato  "Sorelle per sempre", mentre la fidelizzazione da parte di alcuni autori che riescono a raccontare meglio il vissuto dell’Isola, sia nel passato che nell’evocazione del presente storico, pare l’arma in più per quadrare tutte le cifre del racconto anche in futuro.

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