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Spettacoli

Ennio, l'omaggio di Tornatore a Morricone tra i documentari in lizza per il David di Donatello

La pellicola del regista siciliano tra le dieci selezionate per il prestigioso riconoscimento

Di Mariangela Di Natale

Uno sguardo che unisce opere al lavoro sugli archivi e sulla storia, ben oltre al taglio autobiografico. Ennio di Giuseppe Tornatore è stato selezionato tra i dieci film-documentari in gara per il David di Donatello 2022 che si svolgerà i primi di maggio.

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Il regista siciliano, premio Oscar per Nuovo Cinema Paradiso nel 1990, torna al cinema il 17 febbraio, con un genere documentario, un omaggio al compositore e direttore d’orchestra italiano, Ennio Morricone, due volte premio Oscar, autore di oltre 500 colonne sonore, tra i più influenti del Novecento, a quasi due anni dalla scomparsa (2 luglio 2020).

 

 

Un album di racconti e ricordi che Tornatore mette in ordine cronologico con la prospettiva che “possa diventare materiale di ricerca, studi e approfondimenti, andare oltre alle sale anche nelle scuole”.

Ennio, presentato nel programma fuori concorso alla 78ª mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia 2021, è un ritratto a tutto tondo di Morricone. "Un sogno che diventa realtà”, per lo sceneggiatore e produttore cinematografico, che svela alcune curiosità e aneddoti di uno dei sui più stretti collaboratori, da oltre trent’anni anni al suo fianco in quasi tutti i suoi film.

Dall’empatico rapporto con la musica, “unica ed eterna passione” alle numerose collaborazioni con celebri registi lungo tutta la carriera, il docufilm mostra gli aspetti interiori e inediti di Morricone, “la musica come difesa dalla solitudine”, attraverso immagini, testimonianze e interviste di repertorio recuperati negli archivi internazionali. Un’indagine, storica, geografica, musicale, volta a rivelare ciò che del maestro si conosce poco, gli interessi dell’uomo e dell’artista, le sue passioni come quella per gli scacchi.

Tornatore costruisce il suo documentario come una partitura musicale, seguendo un ordine cronologico, dall’infanzia di Ennio, il conservatorio, l’incontro con il maestro Petrassi, la casa discografica RCA, fino ad arrivare al cinema, e far “scoprire l’opera omnia di Ennio poiché sconfinata”. Un insieme composito di filmati, ricordi privati, brani musicali e interviste, tra cui una lunga dello stesso Tornatore di 90 minuti, che contribuiscono a ricostruire la personalità umana e professionale del maestro. È anche lo stesso Morricone a parlare di se stesso, per raccontare l'intera parabola lavorativa ed esistenziale.

Ci sono poi immagini d’archivio, testimonianze, un grande tributo di artisti, attori, sceneggiatori, musicisti, che hanno lavorato con il musicista italiano: Bernardo Bertolucci, Giuliano Montaldo, Marco Bellocchio, Dario Argento, i fratelli Taviani, Carlo Verdone, Barry Levinson, Roland Joffè, Oliver Stone, Quentin Tarantino, Bruce Springsteen, Nicola Piovani, Hans Zimmer e Pat Metheny. Il docufilm, prodotto da Gianni Russo e Gabriele Costa per piano B Produzioni Srl e distribuito da Lucky Red, si sofferma anche sulle ispirazioni di alcune celebri colonne sonore, come l'urlo del coyote che suggerì a Morricone il tema de Il buono il brutto, il cattivo.

Un rapporto di amicizia e fiducia reciproca quello che si è consolidato per oltre trent'anni tra il compositore romano e il regista palermitano, che insieme a lui ha realizzato quasi tutte le sue pellicole e gli spot pubblicitari. “Così, film dopo film, man mano che la conoscenza del suo carattere di uomo e di artista si faceva più profonda, Giuseppe Tornatore, si è sempre chiesto che tipo di documentario avrebbe potuto fare su questo indiscutibile artista. E cosi si è avverato il suo sogno. Ha realizzato Ennio per far conoscere la storia di Morricone al pubblico di tutto il mondo che ama le sue musiche. Non si è trattato solo di raccontare la sua vita e il suo magico rapporto con la musica, ma anche di cercare negli archivi di mezzo mondo interviste e filmati relativi alle innumerevoli collaborazioni svolte in passato da Morricone con i cineasti più importanti della sua carriera, le sue intuizioni musicali e la sua vocazione a una persistente sperimentazione. Un documentario strutturato come un romanzo audiovisivo, che attraverso gli spezzoni dei film da lui musicati, le immagini di repertorio, i concerti, possa fare entrare lo spettatore nella formidabile parabola esistenziale ed artistica di uno dei musicisti più amati del ‘900”.

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