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Il «Trono di Spade» torna in Tv, ecco cosa c'è nella prossima stagione

Di Alessandra Baldini

Scorribande in groppa ai draghi - 17 creature alate solo nella prima stagione - meno scene di nudo rispetto a «Trono di Spade» ma spazio a violenze sessuali perchè, ha spiegato Miguel Sapochnik, con Ryan Condal lo showrunner di «House of Dragon» che ha avuto la premiere mondiale a Los Angeles, «non possiamo ignorare la violenza perpetrata sulle donne a quel tempo. Non deve essere minimizzata e non deve essere glorificata». In contemporanea con il debutto su Hbo negli Usa, l’attesissimo prequel debutterà in esclusiva su Sky, e in streaming su NOW, il 22 agosto in tutti i territori in cui Sky è presente. Tratta dal romanzo «Fuoco e Sangue» di George R.R. Martin, che è anche co-creatore e produttore esecutivo (assente a Los Angeles dopo aver preso il covid al Comic-Con), la serie fantasy è ambientata 200 anni prima degli eventi della saga originale che si è conclusa dopo otto stagioni nel 2019.

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Al centro c'è storia della Casa dei Targaryen da cui discendono la Daenerys di Emilia Clarke e Jon Snow (Kit Harington). In tutto sono dieci episodi girati nel Regno Unito con un vasto cast che include Paddy Considine (Re Viserys), Matt Smith di "Dr. Who», Olivia Cooke, Emma D’Arcy, Steve Toussaint, Eve Best, Fabien Frankel, Sonoya Mizuno e Rhys Ifans. «Volare su un drago è stato divertente», ha detto Matt Smith che ha la parte del principe Daemon e che ha passato ore in groppa a una creatura meccanica mossa da un telecomando che simulava uno dei ferocissimi esseri alati simbolo della dinastia. Cruciale nella storia è l’amicizia tra Alicent Hightower (Olivia Cooke) e la principessa Rhaenyra Targaryen (Emma D’Arcy) e il caos che consegue quando la pretesa di Rhaenyra al Trono di Ferro è contestata dando il via a una guerra civile: la «Danza dei Draghi».

«Queste due donne sono molto più forti assieme, ma il patriarcato le ha divise. Sono state abituate ad essere merce di scambio per tutta la vita quando in realtà sono molto di più e capiscono, via via che la serie va avanti, che hanno questo potere, questa forza e determinazione», ha detto la Cooke alla presentazione della serie all’Academy Museum of Motion Pictures. Del resto, come spiega Casey Bloys, capo del content di Hbo, i Targaryens sono probabilmente «la famiglia più disfunzionale" mai uscita sulla rete, «più dei Roy di 'Succession' o i 'Sopranò o i Fisher di 'Six Feet Under'». «House of Dragon», che nelle parole di Sapochnik potrebbe diventare un’antologia vista l’ampia messe di materiale non usato nel romanzo di Martin, non è la sola serie fantasy che accompagnerà i fan verso la fine dell’estate: su Amazon uscirà il 2 settembre «Signore degli Anelli: l’Anello del Potere», ma gli showrunner non sembrano essere preoccupati dalla possibile sovrapposizione: «Spero che entrambe le serie funzionino, che trovino la loro base di fan e che ci siano vaste sovrapposizioni di queste basi», ha detto Condal, in linea con Sapochnik, secondo cui «l'unione fa la forza».
 

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