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Spettacoli

Il contributo di Franco Pistoni al progetto “catanese” Suonare Unniedderè

L'artista noto per le performance come "iettatotore" ad «Avanti un altro» rende omaggio al percorso di Flaviano Pennisi

Di Giorgia Lodato

La testimonianza di Franco Pistoni da una parte, le note di un brano di Ennio Morricone dall’altra. È il “pezzo da 90” che Flaviano Pennisi, musicista siciliano, pubblica per la novantesima tappa del progetto Suonare Unniedderè Project. Un progetto tutto siciliano partito da Catania e che via via sta attraversando paesi, borghi, grandi città dell'Italia, raccontando la Sicilia attraverso la musica, la cultura, le tradizioni, le leggende e gli aneddoti di questa meravigliosa terra.

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«Essendo giunti alla tappa numero 90, dunque un numero importante per questo viaggio partito 5 anni fa, ho l'onore di avere la partecipazione straordinaria del grande Franco Pistoni – racconta Flaviano Pennisi. Negli ultimi 10 anni Franco Pistoni è famoso al grande pubblico per essere uno dei personaggi più amati ed iconici del celebre programma di Paolo Bonolis "Avanti un altro", ovvero "lo iettatore". Ma nella sua lunga carriera Franco è stato, ed è, tante altre cose. È attore, regista e musicista, ha lavorato nel mondo del cinema con dei giganti. Il suo esordio al cinema è con il film "Il nome della rosa" con Sean Connery, ma recita anche con Massimo Troisi nel film "Le vie del Signore sono finite", nella fortunata fiction RAI sul grande Rino Gaetano e in "Don Matteo"».

 

 

In questa tappa speciale di Suonare Unniedderè Project, Franco Pistoni anticipa l’esibizione di Pennisi con un monologo in cui parla di questo progetto made in Sicily, del significato del termine siciliano arcaico "Unniedderè" e rende omaggio a questa 90ª tappa. «Franco ha realizzato, appositamente per questa tappa, un racconto molto suggestivo, immerso in uno scenario naturalistico paradisiaco, in cui racconta delle origini tutte siciliane di questo progetto. Io ho realizzato la tappa nell'orologio ad acqua del Pincio presso villa Borghese a Roma, una vera opera d'arte risalente al 1867».

«Sono rimasto davvero sorpreso dalla bellezza dell'intervento di Franco – aggiunge Pennisi - che ha arricchito questa tappa con ulteriore cultura che da sempre lo contraddistingue. Il suo saper recitare così bene, la sua citazione su Baudelaire, mi hanno davvero incantato. Dedico questa mia tappa speciale alla mia terra e a tutte le persone che da sempre mi seguono».

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