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Spettacoli

L'autobattesimo di Achille Lauro divide la Chiesa, ma non solo: blasfemo o no?

Il Codacons denuncia il cantante e la Rai per blasfemia, mentre i Papaboys lo difendono. L'Osservatore romano: "Trasgressivo? Niente lo è più del Vangelo" 

Di Redazione

A Sanremo ascolti boom e prima polemica: quella sul "battesimo" di Achille Lauro. Una polemica che sta crecenso di ora in ora, cominciata questa mattina con la ferma condanna del vescovo di Sanremo, continuata con le opinioni più disparate e arrivata persino a une esposto denuncia contro la Rai per blasfemia e vilipendio della religione. Ma andiamo con ordine

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«Una penosa esibizione, che ha deriso e profanato i segni sacri della fede cattolica in un contesto insulso e dissacrante»,ha detto in mattinata il vescovo di Sanremo, monsignor Antonio Suetta, secondo il quale l'esibizione di Achille Lauro «ha purtroppo confermato la brutta piega che, ormai da tempo, ha preso il festival di Sanremo e, in generale, il mondo dello spettacolo, servizio pubblico compreso. La penosa esibizione del primo». Per monsignor Suetta, «il servizio pubblico non può e non deve permettere situazioni del genere» e l'alto prelato si è augurato «che, a livello istituzionale, qualcuno intervenga». 

Più che una offesa, un «fastidio» per i cristiani la messa in scena del battesimo per don Antonio Rizzolo, direttore di Famiglia Cristiana,  che stronca la performance di Lauro: «Penso che fede e sacramenti siano qualcosa di altro genere e livello. Potrebbe essere un’occasione per qualcuno, ma dubito, per scoprire il significato del battesimo e se anche uno solo lo riscoprisse sarebbe un bene, ma a me pare solo una provocazione». 

«Non sono un critico musicale - annota ancora don Rizzolo - ma francamente sembra anche una canzone mediocre. Lauro sta legando troppo la sua performance musicale alle provocazioni e ad un certo punto si troverà il nulla. I cristiani poi sanno che il battesimo è una cosa molto più seria, quindi non ci tocca».

Ma non tutta la Chiesa e il mondo cattolico la pensano così. I Papa boys addirittura lo difendono. Secondo Daniele Venturi, leader dei Papaboys, «Lauro è più evangelizzatore dei preti di oggi ed è l’unico che parla con un pubblico giovanissimo». Sottolinea il leader dei Papaboys: «Tantissimi quindicenni di periferia da ieri sera sanno che esiste una cosa che si chiama battesimo. In tanti non sapevano che cosa fosse fino a ieri: o perché non vanno al catechismo o perché non hanno mai avuto il primo annuncio. Ecco perché Achille Lauro è più evangelizzatore dei nostri preti di oggi». Il leader dei Papaboys tornando alle critiche su Achille Lauro relative anche al testo della canzone "Domenica", osserva: "La canzone è da oratorio, non c'è nulla di blasfemo né satanico. Il demonio non può benedire, né dire Alleluia. Achille Lauro è un Renato Zero del terzo millennio, è un artista creativo. Lasciatelo stare».

L’Osservatore Romano chiamato ''in causa da Fiorello alla cui simpatia non si può resistere” dice la sua “come richiesto, su Achille Lauro. In punta di piedi. Perché Sanremo è Sanremo. L’Osservatore è L’Osservatore. E in questo caso si limita ad osservare che, volendo essere a tutti i costi trasgressivo, "il cantante si è rifatto all’immaginario cattolico. Niente di nuovo”. 
“Non c'è stato nella storia un messaggio più trasgressivo di quello del Vangelo. Da questo punto di vista difficilmente dimenticheremo la recita del Padre Nostro, in ginocchio, di un grande artista rock come David Bowie. Non ci sono più i trasgressori di una volta”, commenta il quotidiano d’Oltretevere. 

«Ma è possibile che tutta la cattolicità vi viene fuori quando canta Achille Lauro? Scandalizzatevi per altro e fatevela una risata ogni tanto!» ha detto sui social Carmelo La Magra, l’ex parroco di Lampedusa, commentando le polemiche dopo l'esibizione di Achille Lauro. Po don La Magra ha spiegato: «Non vedo alcun messaggio blasfemo in quello che ha fatto. Forse è il segno che la nostra cultura è talmente pervasa dalla fede cristiana che non riusciamo a non declinare i messaggi che vogliamo dare se non attraverso i segni della fede. Così il battesimo per tutti è il segno di rinascita».

Davanti all’«indignazione a comando», il parroco dei migranti avverte: «Alla fine tutti coloro che lo contestano non stanno facendo altro che diffondere il suo messaggio, pubblicizzare la sua performance». Certo è «un’esagerazione» anche la posizione dei Papaboys che lo difendono . «Il suo scopo non è evangelizzare - dice don Carmelo -. E' un artista che nella musica e con le sue esibizioni comunica messaggi che possono essere condivisibili o meno, ma non hanno certo lo scopo di essere blasfemi».

Per l’ex parroco di Lampedusa oggi alla guida della comunità di ecclesiale di Racalmuto (Agrigento) «come cristiani dovremmo indignarci per cose ben più gravi». "E' più sacrilego avere le doppie vite, non occuparsi chi ha bisogno e poi manifestare esteriormente la propria fede, essere ipocriti. E’ sacrilego giudicare gli altri. Insomma ce ne sarebbero di cose su cui indignarci».

Non la pensa così il  Codacons che annuncia un  esposto: "Il rispetto per gli altri dovrebbe essere il primo dovere del servizio pubblico" afferma  il presidente Carlo Rienzi annunciando che l’associazione presenterà un esposto alla Procura della Repubblica di Imperia per blasfemia e vilipendio della religione, in riferimento all’esibizione di Achille Lauro. "Credo che i tantissimi cattolici interpretati dal vescovo di Ventimiglia offesi da gesti inutili e speculativi abbiano diritto a dare un segnale -tuona Rienzi - a chi consente certi comportamenti solo per squallidi fini di audience e di vendita di spazi pubblicitari". 

"Il gesto finale del battesimo di Achille Lauro? L’ho trovato francamente un po' violento", commenta Pippo Baudo intervenendo sulla performance che ha suscitato roventi polemiche. "Però oggi ci si abitua a tutto". 

A difendere il Festival ci pensa il direttore di Raiuno Stefano Coletta: «Non c'è mai la volontà di veicolare trasgressioni. C'è sempre attenzione al prodotto». Intanto, Amadeus batte se stesso: la media di 10 milioni 911mila spettatori, pari al 54.7% di share, raccolta dalla prima serata del festival 2022 migliora anche la performance del 2020. 

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