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Makàri, per il sindaco di Trapani non solo "terra di mafia". E Savatteri risponde

Il primo cittadino Tranchida contesta "una ricostruzione errata ed inappropriata oltre che parziale ed assolutamente ingenerosa di quella parte del territorio siciliano"

Di Redazione

Si chiama fuori, ma non troppo, dalla polemica sulla "terra di mafia" lo scrittore Gaetano Savatteri, autore dei libri dai quali è tratta la fiction Makari in onda su RaiUno. La polemica è stata avviata dal sindaco di Trapani. "Non possiamo certamente negare i fatti storici e sociali, come quelli di cronaca giudiziaria, ma fotografare l’immagine di una città intera con la parola mafia, pur non citando mai direttamente Trapani, è comunque una ricostruzione errata ed inappropriata oltre che parziale ed assolutamente ingenerosa - dichiara il Sindaco Tranchida -. Nel nostro territorio - non nascondiamoci dietro a un dito - non dobbiamo solo registrare fatti di mafia e relative collusioni imprenditoriali, politiche e financo istituzionali, ma la nostra terra altresì è bagnata dal sangue di tante vittime di mafia che hanno opposto resistenza al fenomeno criminale politico-mafioso, come da tante sentinelle di legalità ed impegno civile, tanto istituzionali quanto sociali". 

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Il sindaco ricorda le vittime di mafia del trapanese "penso ai giudici Giacomelli e Montalto, a Rostagno, come a tantissime donne e uomini siciliani e non che hanno perso la vita per rendere libera questa terra dalle mafie". "Tuttavia, non dobbiamo nasconderci: a Trapani la mafia c'è stata e mimetizzandosi e/o mutando pelle c'è ancora, non è possibile far finta di nulla. Negarlo sarebbe un falso storico che non corrisponderebbe alla realtà dei fatti, peraltro acclarata da innumerevoli indagini giudiziarie. Sottovalutare però il valore della resistenza civile avverso il fenomeno mafioso e le sue degenerazioni questo si non rende omaggio alla storia e verità di cui siamo orgogliosi e che dobbiamo tutti imparare a raccontare", aggiunge, "mi piacerebbe che, in futuro, il regista di Màkari di questo potesse raccontare sul grande schermo: di questa terra baciata dal sole, bagnata dal sangue della resistenza ed accarezzata dal vento del riscatto". 

 

 

Savatteri dal canto suo replica: "Io rispondo del romanzo" e cita i documenti che usano per la prima volta la parola mafia proprio legandola al territorio di Trapani. "Lo dice la relazione del Procuratore di Trapani Pietro Calà Ulloa del 1838 e tutti gli storici testimoniano che quella è una delle prime testimonianze scritte del fenomeno". "Questa è la storia e non la posso cambiare", dice all’Italpress lo scrittore, "nessuno da un giudizio su Trapani di oggi che non conosco abbastanza. Mi dispiace che il sindaco si sia offeso. Ma la storia non si cambia. Ci sono storie che vogliamo dimenticare e altre che vogliamo ricordare".

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