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Margareth Madè tra Milano e la Sicilia: «Ecco come riesco a coniugare famiglia e lavoro»

A colloqui con l'attrice, ospite della 18^ edizione del Magna Graecia Film Festival

Di Salvo Barbasso

E’ di una bellezza straordinaria, ricorda le dive di un tempo, ha il sorriso ammaliante, gli occhi verdi a volte un po' malinconici, un misto di pudore e sensualità, eleganza e mistero. Margareth Madè, 39 anni, siciliana, è stata ospite della 18^ edizione del Magna Graecia Film Festival, dove ha presentato il suo ultimo film (uscito lo scorso marzo) “Il mio corpo vi seppellirà”, firmato da Giovanni La Pàrola che è stato premiato come migliore regista con la seguente motivazione “un’opera che attraversa senza timore le più alte sfide che il genere western si porta con sé”.

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“Sono davvero felice di questo riconoscimento – spiega Margareth – perché al regista va dato il merito di avere realizzato una straordinaria ricerca storica, creato la giusta ambientazione e avere dato le giuste coordinate alle protagoniste. Interpreto Lucia, una delle Drude, le brigantesse protagoniste della vita sociale nel 1860, quando Garibaldi consegna il Regno delle Due Sicilie a Vittorio Emanuele II”.

Una donna determinata e decisa. Le assomiglia?

“Quando ho letto la sceneggiatura ero incinta della mia prima figlia, ricordo che ero parecchio emozionata perché questo è un ruolo davvero intrigante che ha richiesto una complessa preparazione: imparare a cavalcare, usare il fucile, arrampicarsi. Lucia è una donna agguerrita, orgogliosa, in alcuni momenti cattiva, esalta una femminilità autentica e rende chiaro allo spettatore come in quel periodo ci siano state figure femminili che lottano per raggiungere obiettivi importanti”.

Che esperienza è stata il Magna Graecia Film Festival?

“Molto positiva. Mi sono confrontata con il pubblico e ho capito quanto questo film sia stato apprezzato, il premio al regista testimonia che il cinema italiano di qualità trova sempre il favore del pubblico”.

A 15 anni ha lasciato la Sicilia per trasferirsi a Milano.

“Devo ringraziare mia madre per avermi sostenuta ed accompagnata dato che ero minorenne. Quella fu una sfida importante perché mi permise di fare il primo passo verso il cinema che era il mio grande sogno. Feci la modella per Dolce & Gabbana, che poi ho ritrovato qualche anno dopo al Festival di Venezia dove indossai un loro abito, fu una esperienza bellissima che ricordo con gioia, mi ha fatto capire molte cose e mi ha responsabilizzato”

Qual è stato l’impatto emotivo con il mondo della moda?

“Ero felice per avere avuto la possibilità di vivere una realtà straordinariamente affascinante ma al tempo stesso ero abbastanza diffidente, nonostante l’entusiasmo sapevo di dovere stare con i piedi per terra”.

L’incontro con Tornatore le ha permesso il debutto al cinema. Cosa ha rappresentato “Baaria”?

“Era la mia prima vera occasione, quando Tornatore mi vide la prima volta rimase colpito dalla malinconia che emanavano i miei occhi, dopo il primo provino si era già creata una sorta di alchimia, ma ne feci altri perché Peppuccio è un perfezionista, voleva essere sicuro della scelta. Ricordo l’atmosfera del set, l’emozione che sentivo dentro, il rapporto eccezionale con tutto il cast, amo questo mestiere e più tempo passa più scopro le varie sfumature che lo circondano”.

Per esempio?

“Ti consente di vivere vite diverse dalla tua, di affrontare sfide che rappresentano momenti di crescita come quella di Lucia, la protagonista de “Il mio corpo vi seppellirà”.

C’è un ruolo che vorrebbe interpretare?

“Mi piacerebbe portare sul grande schermo un personaggio horror, probabilmente perché rappresenta un genere che non è fra i miei preferiti, dunque sarebbe davvero una bella avventura professionale”.

Le piacerebbe recitare a fianco di suo marito?

“E’ già successo perché sono la protagonista di un episodio di “Blanca”, una fiction di RaIUno che vedrete nella prossima stagione televisiva. Recitare accanto a mio marito (Giuseppe Zeno, napoletano, conosciuto al grande pubblico per fiction di successo come “Il paradiso delle signore” e “Mina Settembre”, per citarne alcune) è stimolante, una occasione unica per vederci in un ambito diverso da quello familiare, spero succeda ancora perché mi intriga parecchio”.

Cosa rappresenta per lei la famiglia?

“E’ la base di tutto, la forza e l’unione familiare mi danno l’energia necessaria per affrontare i momenti difficili della vita. Il mio obiettivo è quello di coniugare famiglia e lavoro, sono capace di organizzare bene le giornate, utilizzando al meglio il tempo a disposizione”.

Il prossimo anno compirà 40 anni. Cosa le manca?

“Sono felice di quello che ho, so di essermi conquistata tutto con la tenacia e la lealtà, ho raggiunto obiettivi importanti sia nel privato che nel lavoro e spero di continuare il mio percorso di crescita”.

Che rapporto ha oggi con la Sicilia?

“La amo profondamente, i sapori, i profumi e i colori della mia terra sono una parte fondamentale di me. Con mio marito abbiamo acquistato un uliveto nella Val di Noto, produciamo l’Olio Angelica, in onore della mia prima figlia e a breve ci sarà anche l’Olio Beatrice che è il nome della mia seconda figlia. Anche Giuseppe è pazzo della Sicilia, trascorriamo lì gran parte delle vacanze e, l’esperienza di produttori, ci lega ancora di più all’essenza e alle radici dell’isola”.

Progetti futuri?

“A parte “Blanca” sarò la protagonista di un episodio di “Irma Tataranni – Sostituto procuratore 2” che andrà in onda il prossimo autunno su RaIUno e di “Donne di Calabria”, un docufilm ideato da Giovanni Minoli, che racconta storie di donne legate alla Calabria in una narrazione che incrocia materiale di archivio, testimonianze dirette e fiction”.

 

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