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Sanremo, Ornella Muti al centro della prima polemica: «Non spaccio canne»

L'attrice, tra le co-conduttrici, ribadisce il suo sostegno alla legalizzazione delle droghe leggere

Di Redazione

Deve ancora iniziare (la prima serata stasera su Rai 1) ma sul Festival di Sanremo piove già la prima polemica che riguarda la cannabis e la posizione di Ornella Muti, tra le co-conduttrici, su questa tematica.

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«Io non spaccio canne, sono una madre, sono una nonna, sono consapevole dei pericoli, ma credo che legalizzare le droghe leggere sia la cosa migliore». Lo dice Ornella Muti rispondendo a una domanda sul referendum per la legalizzazione delle droghe leggere. «E' una cosa complicata da gestire. Ma c'è tutto un giro pericoloso e si trovano cose ben più pesanti: meglio avere la possibilità di ottenere ricette», aggiunge l’attrice che poi sottolinea come «il vino lo possiamo bere tutti e nessuno si preoccupa. I ragazzini vanno in coma etilico continuamente. Bisognerà capire legalizzando cosa succederà». 

«Spingo l’aspetto terapeutico della cannabis, non spingo assolutamente l’aspetto ludico della canna: mi spiace della polemica, addirittura pensano che io giri per il backstage donando canne, è triste, mi rendo conto che il cambiamento è difficile».

L'attrice, insieme all'inseparabile figlia Naike, ha postato una foto, che sta facendo ulteriormente discutere, in cui sono ben visibili i ciondoli delle collane, indossate da entrambe, che raffigurano foglie di marijuana.

Sulle dichiarazioni della Muti è intervenuto il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri. «Ancora prima di cominciare il Festival di Sanremo è già causa di polemiche. Ci sono anche aspetti commerciali da chiarire. Ornella Muti faccia l’attrice, apprezzata da tanti e non dica cose infondate. Il suo appello per la legalizzazione della cannabis, fatto utilizzando la ribalta del Festival, è pieno di inesattezze. Afferma che legalizzando la cannabis si impedirebbe lo spaccio di droghe più pesanti. Parla di cose che non conosce dicendo autentiche castronerie. Contrasteremo queste tesi. Legalizzando la cannabis non si eliminerebbero le altre droghe. E se la Muti fosse consapevole di ciò di cui parla capirebbe che non si eliminerebbe nemmeno il mercato nero della cannabis. Infatti il 70% di consumatori di questa droga sono minorenni. E anche chi ne propone la legalizzazione si limita ai maggiorenni. Pertanto i ragazzini andrebbero dagli spacciatori che continuerebbero a vendere illegalmente sia la cannabis che altre droghe. Ornella Muti ha detto delle autentiche sciocchezze. E i dirigenti della Rai riservino Sanremo per le canzoni, non per far dire assurdità a ruota libera da chi, inoltre, è promotrice dell’attività della 'Ornella Muti hemp club' che si occupa di uso terapeutico della cannabis. La Rai si è prestata quindi ad una operazione pubblicitaria con interessi personali della Muti? L’attrice va esclusa da Sanremo subito, soprattutto per questo possibile uso a scopo commerciale del Festival. La Rai fa pubblicità gratuita a prodotti che vengono promossi dalla Muti? Su questo chiederemo un’immediata riunione della Commissione parlamentare di Vigilanza per capire se ci sono interessi economici della Muti e se la Rai diventa luogo di pubblicità diretta o indiretta a vantaggio di terzi. E siccome siamo garantisti non estendiamo le polemiche nei confronti di sua sua sorella Claudia, coinvolta in una maxiretata relativa a sostanze stupefacenti. Siamo certi che Claudia Muti sia innocente ma temiamo che Ornella Muti possa avere un vantaggio commerciale dalle sue esternazioni al Festival. Su tutto ciò ho presentato interrogazione urgente in commissione di vigilanza». 

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