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Sanremo record: 11 milioni di spettatori. Zalone, il suo show divide il pubblico

I "picchi" con il comico, al suo ingresso in 16 milioni davanti al video, lo share più alto con il virologo Oronzo. La fiaba contro l'omofobia spacca i social. Luxuria: "Più che far ridere, deride i trans"

Di Redazione

Amadeus da record: la seconda serata del Festival di Sanremo (dalle 21.29 alle 24.50) ha raccolto in media su Rai1 11 milioni 320 mila telespettatori pari al 55.8%.  L’anno scorso la seconda serata del festival aveva avuto in media 7 milioni 585 mila spettatori con il 42.1%. Lo share del 55.8% raggiunto ieri è il più alto della seconda serata del festival dal 1995, quando il festival di Pippo Baudo (con Anna Falchi e Claudia Koll) centrò il 65.42%. 

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Ieri la serata è stata dominata da Checco Zalone che ha fatto tre uscite, con una favola contro l'omofobia, un rapper "Poco ricco" e Oronzo, virologo cugino di Al Bano. Sul palco la commozione di Lorena Cesarini, e il trio formato da Laura Pausini, Mika e Alessandro Cattelan ad ufficializzare la loro conduzione per l'Eurovision a maggio a Torino.

E i picchi di ascolto della seconda serata del Festival di Sanremo premiano proprio lo show di Checco Zalone: alle 21.45 c'erano 16 milioni 214 mila spettatori collegati con Rai1 mentre il comico entrava in scena dalla galleria dell’Ariston. Il picco in share, pari al 60.9%, è stato raggiunto alle 23.29 durante l’esibizione dell’attore nei panni del virologo Oronzo Carrisi, cugino di Al Bano.

Con il risultato di ieri la seconda serata del festival riesce a superare gli ascolti della prima (10 milioni 911 mila, pari al 54.7% di share) evitando il tradizionale calo fisiologico. I risultati migliorano anche quelli del 2020, quando la seconda serata del festival aveva avuto in media 9 milioni 693 mila spettatori e il 53.3% di share. 

La prima parte della serata di ieri, dalle 21.29 alle 23.33, è stata seguita da 13.572.000 spettatori con il 55,3% di share. La seconda, dalle 23.38 alle 24.50, è stata seguita da 7.307.000 spettatori con il 57,4% di share.

Zalone irriverente come sempre ha provocato qualche polemica. Per Luxuria "più che far ridere ha deriso i trans". Mi è sembrata intanto una performance un po' scarsa, da Zalone ci saremmo aspettati di più. E’ anche un po' una ripetizione, questa volta più fallita, rispetto alla canzone sugli uomini sessuali che invece aveva fatto tanto ridere". Vladimir Luxuria commenta così  la 'favola' sui trans brasiliani recitata ieri sul palco dell’Ariston. "Apprezzo la finalità di condanna all’ipocrisia dei falsi moralisti, di quelli che ci cercano e poi fanno finta che non sono mai stati con noi. Però una trans si può cercare anche in un locale, in un luogo di lavoro, su un autobus - spiega - non è che per avere un contatto con una trans si debba per forza andare nel vicoletto buio. Poi una trans brasiliana che si chiama Oreste: lo sketch era tutto improntato sulla impossibilità e sulla ridicolizzazione del tentativo di essere femminile da parte di una trans. Tutto un mix di pomo d’Adamo, numero di scarpe 48, la rima con 'azzo', il fatto che un uomo che va con una trans si piega e vuole la banana: tutta una ossessione sul ridicolizzare la femminilità di una trans. Una persona in quanto trans è una potenziale prostituta o una dalla femminilità impossibile".

E aggiunge: "E come se Zalone avesse voluto fare lui, stavolta, l’ipocrita: da una parte condannare il falso perbenismo di quelli che ci condannano, dall’altro però far ridere il popolino su tutti quegli stereotipi che ci vogliono ad esempio col 48 di piedi. Vorrei dire a Checco che sono alta 1.78 e porto il 41 di piedi. Non ho neanche il pomo d’Adamo. Non sono per la censura ma rivendico il diritto alla critica di sketch che più che far ridere deridono", conclude. 

«Accogliamo con delusione che quello che doveva essere il Festival dell’inclusione diventa luogo di ripercussione di stereotipi macchiettistici ormai superati e facenti parte di una modalità di intrattenimento discriminatoria e superata». Lo scrive Luce Visco, presidente dell’Arcigay Molise, commentando la performance di Zalone al Festival di Sanremo. «Il teatrino andato in scena tra Amadeus e Checco Zalone - aggiunge - descrive le persone trans in maniera anacronistica e fuorviante, e per questo è necessario chiedere scusa a tutte quelle persone offese da tale momento. Le persone trans, con tanto di accostamento alla prostituzione, non meritano di essere ancora etichettate in tal modo». 
 

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