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De Fusco nuovo dg del Teatro di Roma, il cda si spacca. L'ombra di eventuali ricorsi

L'opposizione: "Occupazione della destra". Mollicone: «Nessuna forzatura" . Il neodirettore: "Dialogo con tutti"

21 Gennaio 2024, 07:55

Luca-de-fusco

Luca De Fusco, alla guida del Teatro Stabile di Catania dal 2022, è il nuovo direttore generale del Teatro di Roma, nominato dal Cda della Fondazione con due componenti indicati dalla Regione e uno dal ministero della Cultura, assenti il presidente Francesco Siciliano e la consigliera del Comune di Roma Natalia di Iorio. «Una riunione invalida», protesta subito Siciliano, spiegando di averla "formalmente sconvocata», mentre l’opposizione bolla la nomina come «ennesimo episodio di occupazione, da parte della destra, dei luoghi della cultura». Insorge anche il Campidoglio: «Nel giorno in cui il Presidente della Repubblica lancia un monito contro il pensiero unico nella cultura dalla destra arriva un inquietante segnale che deve suonare da allarme per quelli che hanno a cuore il pluralismo e il senso delle istituzioni», l’ira del sindaco Roberto Gualtieri. «Nessuna forzatura, riunione legittima», replica Federico Mollicone, responsabile cultura e innovazione di Fdi.

«La mia nomina a direttore del Teatro di Roma mi porta un misto di contentezza e di dispiacere», dice Luca De Fusco, nella giornata che lo ha visto al centro della polemica politica. «Da oltre 40 anni abito in questa città e dopo aver diretto teatri al nord, al centro e al sud, è la prima volta questo è il primo nella capitale e ne sono contento - spiega -. Allo stesso tempo sono dispiaciuto per il clima che si è venuto a creare intorno alla nomina. Spero di poter contribuire a svelenire il clima, anche perché è difficile rintracciare una coloritura di qualche tipo nelle mie precedenti esperienze. Siamo arrivati in tre alle battute finali, con Giorgetti e Cutaia. Tutti e tre ottimi professionisti con un buon curriculum, chiunque fosse stato nominato sarebbe stato legittimo».


Secondo De Fusco, «fare Goldoni o Pina Bausch non è di destra né di sinistra. Esiste il teatro di qualità e il teatro non di qualità. In questi anni ho fatto lavorare tante persone e non ho mai chiesto cosa votassero, Non mi sono mai posto questo problema e credo che nessuno se lo debba porre. Visti i miei precedenti risultati, credo che io possa dare affidabilità».


Sul fatto che la riunione di questa mattina possa essere considerata invalida, come ha sostenuto il presidente della Fondazione Francesco Siciliano, il neodirettore sottolinea come non si sia trattato di una nuova seduta, ma della prosecuzione di quella dello scorso lunedì, «con l’aggiunta all’ordine del giorno della nomina del direttore. Il Consiglio ha approvato all’unanimità e nessuno aveva il potere di sconvocare la riunione. In 25 anni che dirigo Stabili, quando c'è un problema di legittimità subentra il collegio dei revisori dei conti, e stamattina il collegio dei revisori ha dichiarato la seduta perfettamente valida».
Sul futuro del Teatro di Roma, De Fusco ha le idee chiare: «È ricco di spazi, tradizione, pubblico, ma povero di tempo. Sono tre anni che era senza direttore ed è un vero e proprio scandalo, un caso senza precedenti. Tra dieci giorni bisogna presentare domanda con il cv del direttore artistico, pena l'esclusione dalle sovvenzioni. Ed è lo stesso livello del cv che le determina. Una cosa che proprio non si doveva fare era rimandare».


Dal canto suo, per la programmazione, «devo capire quali impegni sono stati presi e la compatibilità economica, scegliere i consulenti per i vari spazi ed essere plurali». Come obiettivo ha quello di «presentare più aree culturali, non solo teatro di parola, ma anche avanguardia e danza».