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Taormina Film Fest ancora senza direttore artistico: a rischio l'edizione 2023

La nomina  dovrebbe essere fatta dalla Fondazione Taormina Arte con la sovrintendente Ester Bonafede e il direttore artistico Beatrice Venezi, ma ancora nulla

Di Fabio Tracuzzi

Anno nuovo vita nuova. Detto antico, antichissimo. Un semplice auspicio sempre ripetuto a ogni primo gennaio, ma che dal giorno successivo abbiamo già dimenticato.  E al Taormina Film Fest di vita nuova proprio non se ne parla. Quest’anno si dovrebbe celebrare l’edizione n. 69. Il condizionale è d’obbligo perché a sei mesi dalla serata di inaugurazione del festival del cinema di Taormina esistono solo le date, ultima settimana di giugno. Per il resto nulla di nulla.  E del resto non potrebbe essere il contrario non essendo stato ancora nominato il direttore artistico. Nomina che dovrebbe fare la Fondazione Taormina Arte con la sovrintendente Ester Bonafede e il direttore artistico  della Fondazione, Beatrice Venezi.  

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A volte non basta un anno di lavoro per allestire un Festival del cinema degno della tradizione di Taormina. Quale programma, quanti concorsi, quale giuria, quali ospiti (internazionali sarebbe meglio), quanti giornalisti, dove alloggiarli, e le camere in albergo sono state prenotate? E tanti altri aspetti che fanno parte della complicata organizzazione di un festival importante. Quando nella stanze dei bottoni hanno deciso di non rinnovare anche per un solo anno (errore) il contratto a Videobank  era lecito pensare che tutto fosse già programmato e deciso. E invece niente.

 

 

 

Siamo arrivati a gennaio 2023 e del festival del cinema non c’è traccia. Sì, qualche riunione, qualche nome. Nessuna decisione. Non solo la nomina del direttore del festival, ma neanche quanti soldi ci saranno per il festival. E come si fa a cercare sponsor in tempi così stretti? Chiunque sia il prossimo direttore dovrebbe non solo essere bravo, ma avere anche alcune delle qualità di Mandrake. Nel mese di gennaio bisognerà partecipare al bando del ministero per entrare in graduatoria, ma è necessario avere un direttore artistico e un progetto festival ben definito. Ma di tutto questo non c’è traccia alcuna. 

 

 

E non si può più perdere tempo e non si può più aspettare a meno che, e sarebbe davvero triste, non si decida, o peggio si è già deciso, di fare una edizione ridotta.  È già successo nel 1975, situazione di forza maggiore, quando Taormina Arte organizzò un minifestival in poco meno di 50 giorni, ma assolutamente dignitoso. Pochi giorni, ma più che altro per garantire la continuità e non far perdere così i finanziamenti del Ministero. Ninni Panzera, all’epoca segretario generale, fece un gran lavoro.  Allora fu una decisione del Tar, che bloccò il bando vinto da Videobank per un ricorso, a imporre questa decisione.

Oggi non è così ma i giorni passano e nulla succede. A meno che questo governo regionale non voglia passare alla storia come quello che ha “affondato” il TaoFilmFest. Taormina ha perso i Nastri d’Argento e i tentativi fatti dalla Fondazione per cercare di riportare i David di Donatello al Teatro antico sono destinati a non avere riscontri. Si pensi al Festival e si ricuciscano i rapporti con Laura Delli Colli e i Nastri D’argento. Sarebbe già un grande risultato.

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