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Spettacoli

Vasco Rossi a Messina un successo, ma è non è tutto oro...: così la Sicilia perde il treno milionario dei grandi eventi

L'organizzazione tutto sommato è stata quasi impeccabile  ma l’Isola dovrebbe dotarsi di spazi e vie d’accesso

Di Francesco Triolo

«Un concerto come quello di Vasco Rossi mette in circolo, sul territorio, un giro d’affari che è quattro-cinque volte l’incasso». Carmelo Costa, promoter di Musica da Bere che con Live Nation ha organizzato lo spettacolo di venerdì sera al Franco Scoglio, evidenzia l’impatto degli eventi per un territorio come quello messinese o siciliano in genere. Il giro d’affari che il concerto di Vasco Rossi ha creato per la città di Messina è stato di circa dieci milioni di euro. Dal venditore di panini al ristoratore, dal tassista (e sono stati tanti quelli che hanno portato sino allo stadio chi arrivava in nave o treno) agli alberghi: basti pensare che tra organizzazione, staff e spettatori sono state 3200 le camere prenotate tra hotel e b&b in città e nei dintorni. In termini occupazionali sono stati circa 800 i lavoratori impiegati: dal facchinaggio agli operai specializzati, autisti di tir (72) ai mulettisti che hanno prima contribuito a montare il maestoso palco e poi, un minuto dopo la chiusura del concerto, iniziato a smontare e caricare sui mezzi per il prossimo concerto. 

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Una macchina organizzativa oleata in ogni minimo dettaglio che lavorava da mesi a questo evento in collaborazione con Prefettura e Questura. E proprio il prefetto di Messina, Cosima Di Stani, si è voluta complimentare con l’organizzazione attraverso una nota ufficiale esprimendo «piena soddisfazione per il lavoro di squadra che ha consentito alla città, nell’ambito di un attento, fattivo e concreto modello organizzativo di safety e security, di essere teatro dell’importante esibizione musicale in una cornice di sicurezza per l’intera comunità e di salvaguardia dell’incolumità di tutti i numerosi partecipanti».

Eventi a cui Messina non è nuova perché diventata, negli anni, un punto di riferimento per i grandi concerti grazie ad uno stadio tra i più grandi del sud Italia, dislocato fuori dalla città e con uno svincolo autostradale dedicato. «Eravamo fermi da tre anni a causa del Covid ma siamo riusciti a confermare quanto di buono abbiamo sempre fatto. Il momento più complicato è sempre il deflusso ed è da mettere in conto che gestire oltre 200 pullman provenienti da tutta la Sicilia può comportare qualche disagio ma tutto è andato bene», ha sottolineato ieri Lello Manfredi de IlBotteghino, promoter messinese che ha collaborato con Musica da Bere all’organizzazione del concerto di Vasco Rossi. 

Con il concerto concluso intorno alle 00.30, il deflusso dei pullman è durato sino alle 2 mentre chi ha raggiunto Messina in auto è stato più veloce. «Siamo usciti cinque minuti prima, mentre cantava Albachiara - dice Luca, da Catania - siamo arrivati a casa all’1,10». «Sembra di stare dentro un fiume di persone, abbiamo percorso 2.7 chilometri a piedi in 20 minuti senza problemi per raggiungere l’auto», aggiunge la messinese Claudia. «Quello di venerdì è stato un modo di ricominciare alla grande, subito con marce altissime ma siamo proiettati già al 2023 quando è già in calendario Tiziano Ferro il 4 luglio, uno spettacolo riprogrammato per il Covid che già avevano fatto il sold out».

C’è una richiesta altissima di musica, di spettacoli, di grandi eventi e Manfredi che opera anche tra Taormina e Tindari, a Siracusa e Ragusa, è uno dei promoter più attivi. «C’è richiesta ma in tanti casi mancano gli spazi. Il mio più grande rimpianto, oggi, è quello di non riuscire sinora a portare il JovaBeachParty. Ci abbiamo provato, l’unica grande spiaggia che avevamo individuato era quella di Casabianca, nella zona nord di Messina ma non erano sufficienti le vie d’accesso. Però la speranza di poterci riuscire c’è sempre». Grandi eventi e concerti che ritorneranno in tutta l’isola quest’estate. I più attesi sono i Simple Minds, Mahmood, Ben Harper, Giorgia, Venditti e De Gregori a Taormina, le doppie date di Ultimo e Blanco a Catania (Cibali e Villa Bellini). 

 

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