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Venditti e De Gregori sul palco del Teatro Greco di Siracusa condividono canzoni e un’amicizia profonda

I due artisti sottolineano l'importanza della location e creano una magia con la cavea tra musica e poesia

Di Monica Cartia |

“Partirono in due ed erano abbastanza/ Un pianoforte, una chitarra e molta fantasia”. Inizia così con “Bomba o non bomba” il concerto al Teatro Greco di Siracusa di Antonello Venditti e Francesco De Gregori. Due serate che li ha resi protagonisti in uno scenario suggestivo in cui ogni anno l’Istituto Nazionale del Dramma Antico mette in scena le Rappresentazioni Classiche e sono proprio i due amici a ricordarlo dalla scena.

28 canzoni e due ore e mezzo di live

Il tempo per loro sembra non essere passato. Entrano sul palcoscenico sulle note di “Così parlò Zarathustra” di Richard Strauss ripresa per “2001: Odissea nello spazio” da Kubrick indossando gli abituali occhiali da sole e i jeans. Due tra i più grandi artisti della scena musicale italiana si ritrovano a distanza di cinquant’anni dall’unico album inciso insieme dal titolo Theorius Campus, registrato al Folk Studio di Roma. La scaletta segue ritmi accelerati con 28 canzoni e due ore e mezzo di live. Passano in rassegna tutti i grandi successi e di volta in volta cantano a due voci o si prendono la scena da soli. Due voci appassionate, due personalità differenti, ma affini, due biografie parallele e convergenti.

Venditti è una buona spalla. Riesce a far “sciogliere” sul palco De Gregori che per carattere è più algido. Così tra un successo e l’altro si lasciano andare ad aneddoti, curiosità restituiscono ad un teatro sold out le memorie che ognuno dei presenti lega a canzoni come “La storia siamo noi”, “Dimmelo tu cos’è”, “Sotto il segno dei pesci”, “Notte prima degli esami”, “La donna cannone”. Non manca l’omaggio a Lucio Dalla con “Canzone” e con l’invito al pubblico ad alzarsi in suo ricordo.

Tra scena e cavea

Le canzoni vengono riarrangiate e spesso si aspetta qualche nota in più per riconoscere “Pablo” con echi che riportano ai Pink Floyd, “Titanic” dallo stile swing o “Alta Marea” con finale reggae. Il pubblico è felice, variopinto e variegato sia per età che per abbigliamento. Segue con attenzione e osservare la felicità nei loro volti crea una serenità condivisa tra scena e cavea. Sul palco condividono non solo le canzoni ma una amicizia profonda. “Consegno il palco ad un amico, forse l’unico che ho – dice Antonello Venditti” e se è vero che la musica cura l’anima i due hanno curato il cuore degli spettatori, la poesia dei testi diventa epifania e l’ovazione generale a fine live è il ringraziamento a due artisti che non stancano mai.

Una super band

Ad accompagnarli sul palco una super band che unisce i musicisti che da anni collaborano separatamente con i due: Alessandro Canini (batteria), Danilo Cherni (tastiere), Carlo Gaudiello (piano), Primiano Di Biase (hammond), Fabio Pignatelli (basso), Amedeo Bianchi (sax), Paolo Giovenchi (chitarre), Alessandro Valle (pedal steel guitar e mandolino). Sul palco anche Roberta Palmigiani al violino e le coriste Laura Ugolini e Laura Marafioti. Il coordinamento musicale è a cura di Guido Guglieminetti e Alessandro Canini.

Domani Antonello Venditti e Francesco De Gregori sono al Teatro Antico di Taormina e il 30 alla Valle dei Templi.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA