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Ortottica tra prevenzione, valutazione e riabilitazione

I punti cardine dell’ortottista che effettua anche tecniche di semeiotica strumentale oftalmica

Di Redazione

Oggi Giornata Mondiale dell’Ortottica ricordiamo le potenzialità dell’ortottista nel rispondere ai bisogni di salute visiva della popolazione anche in attesa dell’attuazione del Pnrr. 
Il Piano nazionale di ripresa e resilienza costituisce un’opportunità storica per l’Italia e ci auguriamo il rilancio del Servizio sanitario nazionale.
«Il Pnrr - dice la dott.ssa Rosalba Fresta (nella foto) presidente Commissione d’albo Ortottisti ordine TSRM PSTRP Catania (clicca qui per consultare il sito) - prevede un modello di organizzazione delle cure primarie che si adatta e radica nel territorio in cui opera in base ai bisogni della sua popolazione».

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Quale può essere il contributo dell’ortottista?
«L’ortottista si occupa di valutazione dei disturbi motori e sensoriali della visione e della prevenzione e riabilitazione dell’handicap visivo e di effettuare tecniche di semeiotica strumentale oftalmica. Gli ambiti professionali dell’ortottista sono quindi ampi e nello specifico ci sentiamo di promuovere per l’attuazione del Pnrr: la promozione della visione per un corretto sviluppo e apprendimento con campagne informative e capillari; tele-assistenza, tele-diagnostica e tele-riabilitazione a casa o nella Rsa o a scuola del paziente, in modo particolare per i territori più difficili da raggiungere; attività domiciliare per: valutazione ortottica e strumentale; adeguamento dell’ambiente domestico e/o scolastico alle carenze funzionali della visione atto a facilitare l’utilizzo del residuo visivo e permettere alla persona di essere libera di organizzare la propria quotidianità domestica e lavorativa in modo autonomo divenendo, attraverso un percorso riabilitativo, consapevole delle proprie decisioni e delle proprie scelte e di progettare la propria vita senza dover chiedere l’aiuto di terzi; attività di consulenza e confronto con le persone che ruotano attorno alla persona con problemi visivi.

 

Parliamo di prevenzione
«La prevenzione visiva è un capitolo molto importante. E’ uno degli obiettivi per cui è nato l’ortottista ed è efficace se svolta all’età corretta, da personale abilitato e formato nel percorso di base e la si può indirizzare a tutte le fasce di età dalla nascita all’età adulta alla terza età».
«Abbiamo realizzato - continua la dott.ssa Fresta - 6 progetti di screening ortottici con le altre Cda territoriali, la Cda nazionale e l’ATS AIOrAO e sono rivolti all’età neonatale per valutare le diverse funzioni e dare ragguagli alla mamma sullo sviluppo della visione e l’attenzione da prestare agli sguardi del bambino; prescolare e scolare per evidenziare la presenza di ambliopie, strabismi e difetti rifrattivi; adulta per limitare o ridurre al minimo i danni indotti da disconfort visivo in chi lavora ai videoterminali; in chi abbia maculopatia, glaucoma, retinopatia diabetica». «Grande attenzione è riservata alle persone anziane e fragili per cadute e traumi da una visione difficoltosa e “non ascoltata”. Le persone con problemi di vista hanno circa 2 volte più probabilità di avere cadute rispetto alle persone completamente vedenti. La maggior parte di queste persone ha problemi visivi correggibili. È sorprendente sapere che, nei "paesi sviluppati", tra il 7 e il 34% degli anziani abbia una disabilità visiva che potrebbe essere semplicemente curata con occhiali appropriati.
Chi sono i pazienti dell’ortottista?
L’ortottista nell’occuparsi del suo specifico professionale incontra pazienti con altre patologie rispetto al settore di interesse, dalle malattie rare alle malattie demielinizzanti, da quelle cerebrovascolari ai traumi cranici, dalle patologie metaboliche a quelle oncologiche. Per il benessere psicofisico della persona colpita, ma anche per raggiungere migliori traguardi nell’espletamento di trattamenti riabilitativi di altri segmenti, la valutazione ortottica della visione è strategica e non secondaria».
«Dal camminare al mangiare, dal vestirsi al leggere, dallo studiare al lavorare la vista riveste un ruolo fondamentale, ogni ortottista ha però potuto notare che la disabilità visiva è meno considerata rispetto alla patologia preminente, tale atteggiamento porta il paziente alla rinuncia di ogni attività quando magari ha bisogno solo di una lente da presbite o di un prisma per evitare visione confusa o doppia».
«Nostro compito è investire nella ricerca e nell’osservazione dei pazienti ad ampio raggio per restituire un benessere globale e non del solo organo. E l’impegno come Commissione d’albo Ortottisti dell’Ordine TSRM PSTRP di Catania insieme con le altre, è lavorare ai requisiti previsti dal DM 71 – Modelli e standard per lo sviluppo dell’Assistenza Territoriale nel Servizio Sanitario Nazionale al fine di vigilare che in tutte le strutture deputate siano previsti gli interventi di competenza degli ortottisti». 
«Oggi - fa eco il dott. Vincenzo Torrisi (nella foto), presidente dell’Ordine TSRM e PSTRP di Catania - sono orgoglioso che sia stato il traghettatore del passaggio da ex Collegio dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica a Ordine dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche della Riabilitazione e della Prevenzione della Provincia di Catania nonostante la mia perplessità iniziale e il desiderio di avere un Ordine proprio dei Tecnici di Radiologia. Siamo passati dai 370 iscritti al Collegio a 3.000 iscritti all’Ordine. È stato un lavoro impegnativo che assieme al Consiglio direttivo prima e alle Commissioni di Albo dopo abbiamo affrontato con abnegazione, professionalità e segno di appartenenza».
«Ho scoperto un mondo che sconoscevo nonostante i miei 35 anni di attività trascorsi nella sanità pubblica, venendo a conoscenza di professioni anonime sia per me sia per le istituzioni e la cittadinanza e inoltre ho potuto constatare la professionalità e la preparazione dei componenti le Cda. Il mio obbiettivo condiviso da Cd e Cda è far conoscere le professioni afferenti all’Ordine TSRM-PSTRP di Catania alle istituzioni (assessorato alla salute, Aziende sanitarie pubbliche e private) affinché inseriscano nelle dotazioni organiche tutte le professioni; alla cittadinanza, attraverso iniziative come questo articolo, informazione, formazione e dibattiti, in modo che il cittadino-utente-paziente sia messo nelle condizioni di conoscere le professioni sanitarie e se il professionista a cui si rivolge è iscritto all’Albo». 

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