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Atletica: grande Italia ai Mondiali e "metodo" Di Mulo ancora vincente

A Budapest straordinario bilancio azzurro (1 oro, 2 argenti e 1 bronzo e ben 13 atleti tra i primi otto) e il tecnico catanese, responsabile della velocità sugli scudi: "Alla base di questi successi c'è un lungo percorso e tanto studio"

Lorenzo Magri

28 Agosto 2023, 18:38

Grande Italia ai Mondiali di atletica che si sono chiusi ieri a Budapest. Il bilancio finale parla di 4 podi: l’oro di uno straordinario “Gimbo” Tamberi nell’alto; i due argenti di Leonardo Fabbri nel peso e della strepitosa staffetta 4x100 uomini con i tre uomini oro ai Giochi di Tokyo, Lorenzo Patta, Marcell Jacobs e Filippo Tortu e Roberto Rigali e il bronzo nella 20 km di marcia di Antonella Palmisano.

Un bilancio positivo per i colori azzurri come non accadeva dall’edizione di Edmonton 2001: oro di Fiona May (lungo), argento di Fabrizio Mori (400 hs) e i due bronzi di Elisabetta Perrone (20 km di marcia) e di Stefano Baldini (maratona). Quattro medaglie e ben 13 nei primi otto visto che ieri l’Italia ha chiuso con le due staffette 4x400 che pur prive di pedine importanti come Alessandro Sibilio, sostituito alla grande dal palermitano Riccardo Meli (allievo alle Fiamme Gialle dell’etneo Claudio Licciardello, semifinalista sui 400 ai Giochi di Pechino 2008) che aveva preso parte anche alla 4x1400 mista, capace con Edoardo Scotti, Lorenzo Benati e Davide Re di chiudere al 7° posto (3’01”23) e al femminile senza Ayomide Folorunso, con la nissena Alice Mangione (protagonista anche con la 4x400 mista e nel primo turno dei 400 individuali), Alessandra Bonora, Anna Polinari e Giancarla Trevisan, 7° posto (3’24”98) dopo il record italiano in batteria (3’23”86).

"Siamo nella direzione giusta non soltanto per i Giochi di Parigi 2024 ma anche per quelli di Los Angeles 2028 - soddisfatto del bilancio finale Stefano Mei, presidente della Fidal - abbiamo ancora negli occhi queste giornate fantastiche. Da due anni e mezzo siamo valutati in modo diverso: vinciamo e portiamo avanti giovani".

Tra gli artefici di questi risultati c’è un catanese, il prof. Filippo Di Mulo come ha tenuto a sottolineare il ct azzurro Antonio La Torre: "Il "metodo" Filippo Di Mulo inizia a fare scuola nel mondo. Hanno cercato di portarcelo via, c’era stata un’offerta del Giappone, ma ha detto di no».

"Queste parole non possono che farmi piacere - ci dice il prof. Di Mulo con al collo l’argento vinto con la 4x100 ai Mondiali - sono partito allenando le prime staffette con la Libertas Catania e sono diventato il responsabile della velocità azzurra, affiancato da un grande collaboratore come Giorgio Frinolli. Dietro a questi risultati c’è un metodo che con con il tempo ho costruito e affinato. Alla base di questi trionfi c’è un modello matematico, che mi permette di elaborare parametri legati alla velocità di ingresso, alla velocità di accelerazione, alla perdita progressiva di velocità. Un percorso e tanto studio.I fenomeni non bastano, se non si sanno gestire e integrare. Potessi allenare per un mese i fenomeni statunitensi o giamaicani potrei allestire quartetti da 36”!». Poi Di Mulo si fa serio: «Voglio dedicare l’argento della 4x100 alla prof. Pina Marino Russo, scomparsa recentemente lasciando un grande vuoto nel mondo dell'atletica siciliana e italiana».

OGGI ALL’ARRIVO A CATANIA: L’ABBRACCIO DI CAVALLARO E LA MASTRA. E stamattina il rientro a Catania insieme al siracusano Giuseppe Gibilisco, campione del Mondo nell’asta nel 2003 a Parigi e a Budapest come tecnico di Claudio Stecchi che allena a Siracusa e che nell’asta a Budapeste ha chiuso al 9° posto con 5,75. I due sono stati accolti da due ex campioni e allievi del prof. Di Mulo, la “Freccia dell’Etna” Alessandro Cavallaro che in carriera ha battuto sui 200 un record giovanile di Pietro Mennea e ha vestito la maglia alle Olimpiadi e adesso è rimasto alla Guardia di Finanza dopo aver difeso i colori del Gs Fiamme Gialle e Rosario La Mastra altro azzurro cresciuto nello straordinario gruppo di campioni cresciuto negli anni dal prof. Di Mulo che dopo aver corso con il Cs Carabinieri continua a servire l’Arma dei Carabinieri.

I SICILIANI A BUDAPEST. Ai Mondiali oltre alle prove di Riccardo Meli e Alice Mangione in gara anche i due fratelli gemelli Ala e Osama Zoghlami che sono incappati in una giornata storta e non sono riusciti ad entrare in finale sui 3000 siepi. Tra i tecnici invece oltre al prof. Filippo Di Mulo, a Budapest in azzurro i due palermitani Michele Basile (settore salti), in passato allenatore dell’azzurra di triplo Simona La Mantia e Gaspare Polizzi (fondo) il tecnico dei due Zoghlami e allenatore in passato del grande Totò Antibo.

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