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Calcio Catania, ora 10 giorni di fuoco. «Ma la squadra sarà iscritta»

Di Giovanni Tomasello |

TORRE DEL GRIFO – Mai e poi avremmo previsto di tornare dopo quattro mesi – complice anche il coronavirus – al Village di Torre di Grifo in un caldo pomeriggio di fine luglio e trovarvi una nuova proprietà.

Torna a sollevarsi la barra metallica del cancello, anche il custode è rientrato al lavoro e dopo aver lasciato l’auto nell’area parcheggio del rinomato centro sportivo dove la vita sta ricominciando e i primi impianti sono stati riaperti, saliamo verso gli uffici.

L’avv. Giovanni Ferraù, attuale presidente della Sigi, è in sala riunione da almeno tre ore, ma stacca – e di questo lo ringraziamo – per rilasciarci un’intervista che è anche l’occasione per conoscerci.

Stanco ma felice, non nasconde la sua ansia e preoccupazione per il tempo limitato che la nuova proprietà del club ha per risolvere alcuni problemi e ci indica subito una data, il 5 agosto che è il giorno in cui scadranna i termini per l’iscrizione: «Non dormiremo la notte ma dobbiamo farcela e speriamo nel frattempo di trovare anche altri aiuti. Abbiamo trovato una situazione ancora più difficile rispetto a quella prevista, ma sono convinto che il nostro attaccamento alla squadra ci aiuterà a superare difficoltà notevoli».

Non si può ancora parlare di calcio giocato allora, della della squadra?

«A questo penserà Maurizio Pellegrino, a noi ci aspettano dieci giorni di fuoco e sarà un vero tour de force. Io sarò presidente fino al 10 agosto, poi torneremo a riunirci e probabilmente sarà eletto un nuovo massimo dirigente. Comunque, affrontiamo un problema per volta e in questo momento è più importante pensare alle scadenze. Mercoledì andrò a Roma e la prima tappa sarà la Figc. Stiamo già discutendo da tre ore, spero che i catanesi abbiano compreso il nostro atto d’amore. Ci vorrà un po’ di pazienza, ma abbiamo vinto la prima battaglia e cioè la matricola è salva, La storia del Catania Calcio continua».

L’avv. Ferraù si ferma qui, deve tornare in riunione e mentre scendiamo verso il parcheggio leggiamo il suo post davvero commovente che dice tutto. Eccolo: «Cosa sogna un bimbo catanese che per anni segue la propria squadra? Cosa pensa chi ha visto Catania Perugia del 1983, i campi in terra della serie D, ma anche Catania Albinoleffe del 2006 e Roma Catania del 7 a 0. Questo bimbo realizza che chi nasce in questa terra ha un sangue rossoazzurro e non ne può fare a meno; sogna, perché no, che un giorno potrebbe essere chiamato in prima linea, non più dagli spalti, ma da protagonista per rilanciare il Calcio Catania. Oggi abbiamo scritto una pagina di Storia del Catania 46; con i tifosi, vorremmo continuare a scrivere pagine importanti per SOGNARE e… sognare ancora di più».COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA


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