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Catania: la risalita passa da Caserta, ma quanti assenti ( e ora inizia un tour de force)

Fuori uso in sei. Livieri, Rapisarda, Rizzo, Popovic Dubickas e Chiarella devono ancora recuperare

Giovanni Finocchiaro

29 Settembre 2023, 13:37

di carmine ct

Sei assenti per infortunio sono troppi, ma il Catania sa come rimediare. Il dato, nei giorni di preparazione alla gara di domenica a Caserta, è allarmante. Livieri (lesione muscolare) lascerà per un po’ la porta a Bethers. Rapisarda sta recuperando e al suo posto si contendono la fascia destra Bouah e Castellini. In mediana Rizzo è ancora ko e in regia dovranno distinguersi Ladinetti e Quaini se fuori casa, com’è accaduto a Monopoli, il tecnico deciderà di avanzare dalla difesa il suo pupillo che ha condotto fin qui dal Fiorenzuola.

In avanti mancheranno in tre: Chiarella, Dubickas e Popovic. Le soluzioni ci sono, anche se Tabbiani sta sempre monitorando il recupero fisico di chi è più indietro con la preparazione, vedi Di Carmine che dovrebbe comunque riprendersi il posto da titolare a Caserta. Bouah? Migliora anche lui e contenderà il posto sulla fascia destra della retroguardia a Castellini. In mezzo chi? Quaini-Curado oppure Silvestri-Curado? C’è anche Lorenzini che fin qui è rimasto fuori dai giochi per le tre giornate di squalifica scontate e per il fatto di essere rimasto in panca contro il Foggia. Vedremo se a Caserta giocherà o meno.

Il 4-3-3 in avanti dovrebbe essere completato sulle fasce da Chiricò e da uno tra De Luca, Bocic e Marsura, anche quest’ultimo alle prese con un recupero fisico graduale perchè arrivato in Sicilia tardi rispetto al ritiro e in una condizione che deve essere migliorata in allenamento e soprattutto con la presenza in campo durante le gare.

Non sarà una gara semplice. La Casertana, appena ammessa in C, è allenata da Vincenzo Cangelosi, il più zemaniano (insieme con Vincenzino Modica del Messina) degli allenatori italiani, perchè per trent’anni è stato uno dei collaboratori più fidati del boemo. E si è staccato da Zeman giusto l’anno scorso per provare, a 60 anni, l’esperienza da primo: a Caserta è andato subito a mille, in Serie C è rimasto al timone del club campano: «Il mio gioco? Si ispira molto a quello che abbiamo attuato per anni con Zeman» ammette. Senza dimenticare per esempio l’esperienza di Pescara con il salto in A nel 2012 e la valorizzazione di giocatori come Verratti, Immobile e Insigne. «Lavorare con Zdenek - ha detto tempo fa a SerieD24 - può essere paragonato al tornare a scuola: non ti stancheresti mai di ascoltarlo per apprendere quanto più possibile. La sua filosofia mi ha dato una percezione del calcio diversa». Ecco, sarà gara aperta. Per nulla scontata