«Catania, sono pronto»: la rincorsa di Luca Verna, mediano col vizio del gol
Domani la sfida con il Cerignola: il primo dei due match interni dovrebbe vedere in campo da titolare l’ex “stella” del Catanzaro
Un gol per ricominciare. Una rincorsa che parte – almeno sotto il profilo personale – sotto i migliori auspici. Luca Verna ha sofferto per settimane a causa di un infortunio alla costola, ma quando Toscano l’altra sera l’ha schierato in piena emergenza, l’ex stella del Catanzaro dei record (promosso in B con quasi 100 punti, poi ha sfiorato il salto in A) ha dato conferme di affidabilità e concretezza.
«A star fuori si soffre, è vero – ha ribadito – ma pesa anche perdere quando si cerca, invece, di mettere a frutto i lavori del gioco in fase di costruzione. La sconfitta di Giugliano è da archiviare traendo spunto di quel che si è fatto di positivo ma anche imparando dagli errori. Si gioca subito, per noi è un bene».
La sua candidatura a centrocampo si rafforza.
«Sono arrivati qui per il valore della piazza, per il progetto che è ambizioso, perché mi sentivo di dare qualcosa a una città come Catania che brilla per storia e per il senso di appartenenza dei tifosi. Poi le scelte sono tutte del tecnico e vanno seguite alla lettera».
Le sue caratteristiche in campo sono differenti da quelle degli altri mediani.
«Le caratteristiche dei giocatori modificano un po’ ma l’indirizzo tecnico-tattico è quello che giorno per giorno indica l’allenatore. Abbiamo tutti i mezzi per fare un grande campionato, resta il rammarico per una gara persa che avremmo anche potuto vincere. Ma da alcuni errori si trae sempre una lezione».
In passato, come ci siamo detti durante il ritiro di Assisi, lei è stato spesso accostato al Catania. Adesso ne fa parte a pieno titolo.
«C’era una voce già a gennaio scorso, ma ero impegnato a lottare per la Seria A con il Catanzaro».
Che effetto fa giocare allo stadio Massimino?
«C’ero già stato da avversario con il Catanzaro e con la Ternana. Mi ricordo che si respirava un'atmosfera diversa, erano gare che vuoi giocare per l’effetto che trasmette il pubblico, ti senti un vero atleta. In questa stagione il tifo è dalla nostra parte e speriamo arrivino tanti sold out».
Tre stagioni fa ha vinto la C con il Catanzaro. Come si costruisce una stagione da prim’attori?
«Dirigenti e tecnici sono stati bravi a creare un gruppo di lavoro coi giocatori e lo staff agendo nel tempo. Il successo si ottiene gradualmente, a Catanzaro è stato costruito un gruppo che è migliorato, ogni anno si è aggiunto qualche elemento funzionale al gioco».
Vivarini fu il tecnico del trionfo. Toscano ha molti punti in comune con la sua ex guida.
«Avevo incontrato Toscano da avversario, ci sono cose in comune, è vero, riguardano la ricerca del gioco, la superiorità numerica da ottenere partendo da dietro».
Ancora in ritiro ci ha spiegato perché ha scelto Catania e vale la pena ribadire un concetto che a lei sta molto a cuore.
«Se dovessimo fare bene penso che lo stadio Massimino non basterebbe nonostante sia già capiente. A un certo punto della carriera si desidera qualcosa in più e io sono sicuro che il salto in avanti me lo darà Catania. Sono certo che provare a vincere qui ti dà un lustro maggiore».