Catania, un anno sull'altalena tra delusioni e la rincorsa alla serie B
Il 2024 dei rossazzurri tra delusioni e speranze
Un anno solare in altalena tra lo scorso campionato e metà del torneo di serie C attuale. Il Catania chiude il 2024 con rimpianti e speranze.
I RISULTATI. Altalena continua. La Coppa Italia vinta nella stagione passata ha dato ai rossazzurri il passaporto per i play off persi a 7 minuti dalla fine durante la trasferta di Avellino. Il lavoro finale di Michele Zeoli è stato più che mai apprezzabile (forse non apprezzato fino in fondo dai dirigenti per via della diatriba con Chiricò che, poi, è finito fuori lista…) dopo che Tabbiani e Lucarelli non hanno dato la continuità che serviva per spiccare.
GARANZIA TOSCANO-DS. L’arrivo di un ds apprezzato come Faggiano, quello di Toscano in panchina sono stati i segnali estivi di una società che ha programmato in grande fino al 18 luglio. Il mese di stop sul mercato durato un mese ha pregiudicato i programmi ambiziosi per via di un organico che alla fine è stato completato al meglio possibile; per via dei pagamenti arrivati tardi dall’Australia (Pelligra ha spiegato che si è trattato di una svista pagata dai suoi consulenti con l’allontanamento) che hanno causato il punto di penalità. Gli errori dello scorso anno gravano anche oggi sulle spese visto che ci sono giocatori fuori lista, tecnici e ds del passato a libro paga. Insomma i 10 milioni di disavanzo devono essere ridotti in qualche modo.
IL MERCATO. Non si può solo vendere, incassare quel che si può e rilanciare per rinnovare il parco giocatori senza rivoluzioni di sorta. Il mercato non aspetta le cessioni perché ci sono affari che vanno chiusi subito. E qui servirà lo sforzo economico che Pelligra ha promesso nel suo breve intervento a Telecolor. Il 5 i rossazzurri giocheranno a Benevento una gara che potrebbe tracciare il solco di un percorso ancora difficile e che non è stato mai regolare.
IL MASSIMINO DA RECORD. Presenze record, ne abbiamo già parlato, ma anche la gestione dell’ordine pubblico è stata perfetta per la mole di persone che hanno frequentato il Massimino. Il lavoro della Digos, specie del reparto deputato al controllo durante i pubblici eventi, è stato capillare e al di là di una diatriba interna verificatasi qualche settimana fa nella Sud, non ci sono stati interventi repressivi e neanche inconvenienti gravi. In quest’ottica rientra pure il lavoro degli steward ai tornelli e all’interno della struttura. Tutta Italia continua a guardare alle presenze allo stadio come un miracolo che, però, si ripete ogni volta che il Catania gica in casa. Non disperdiamo questo patrimonio.