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I taekwondoka ucraini in Italia,Parigi? no al boicottaggio

Un anno fa la guerra, i fratelli Chumachenko: 'ci avete accolti'

Di Redazione |

ROMA, 23 FEB – Un anno fa, la vita di Oleksandr e Andrii Chumachenko era diversa da quella che i due taekwondoka ucraini e milioni di loro connazionali conducono oggi. Gli atleti di Kiev e altri cinque loro compagni di squadra a febbraio 2022 furono accolti in Italia dalla federazione italiana taekwondo. Come milioni di connazionali avevano visto cambiare la loro vita dalla guerra. Ora i fratelli Chumachenko dicono “grazie all’Italia”, ribadiscono il “no” assoluto alla partecipazione di russi e bielorussi a Parigi ’24, ma a sorpresa si schierano anche contro l’ipotesi di boicottaggio dei Giochi ventilata da Kiev. “Non sarebbe giusto per gli atleti ucraini”. Nella catena internazionale di solidarietà agli sportivi ucraini la Fita si era mossa con grande anticipo per poter ospitare al centro olimpico dell’Acqua Acetosa ragazzi e ragazze, che in questi giorni sfogliano sul calendario il primo anno in Italia, 365 giorni di guerra e conflitti interiori. Oleksandr Chumachenko, bronzo europeo a Sarajevo ’21 tra i -74 kg, è andato con la spedizione italiana ai Mondiali a Guadalajara e agli Europei di Manchester, gareggiando per l’Ucraina: “Sono qui da un anno, gli italiani sono sempre pronti ad aiutare il prossimo, ci insegnano a sorridere. Ho imparato molto a livello tecnico e umano; ringrazio infinitamente la Fita, il presidente Angelo Cito, gli allenatori e tutto il team per il sostegno che continuano a offrirci”. Andrii Chumachenko nel 2023 ha vinto l’oro ai campionati italiani come Team Rifugiati. Se gli si chiede dei contatti con la famiglia, si incupisce: “Certo che ci manca il nostro Paese. Siamo preoccupati per i nostri cari”. Ad Oleksandr fa male sapere che in patria provino paura ogni giorno. “Sentono continuamente le sirene dei bombardamenti”. Il discorso sulla possibile ammissione di russi e bielorussi a Parigi ’24. “Con o senza bandiera, rappresenterebbero il Paese che semina il terrore in Ucraina”, dice Oleksandr, per il quale la soluzione non e’ neanche il ventilato boicottaggio ucraino. “Non è giusto far rinunciare alla carriera sportiva degli atleti che hanno fatto sacrifici enormi”. L’unica soluzione, concludono in coro, “è non far partecipare russi e bielorussi a Parigi”.

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