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Il “Cannibale” si è preso il Catania: Mimmo Toscano si presenta: «Qui non c’entriamo con la serie C»

La presentazione del tecnico. «Prediligo lo spessore dell’uomo prima di scegliere il calciatore: serve una mentalità forte per gestire i momenti difficili di un campionato complicato. Il 3-5-2 è la base, ma voglio cucire l’abito adatto al gruppo»

Di Giovanni Finocchiaro |

Il “Cannibale” traccia le linee del suo lavoro al timone del Catania: «Impegno sul campo, senso di appartenenza, il lato umano che prediligo prima ancora di valutare la validità del calciatore». Per presentare ufficialmente Mimmo Toscano, accordo biennale con opzione per il terzo in caso di promozione, si è mosso anche Ross Pelligra. Il presidente è atterrato a Catania in tempo per conoscerlo, abbracciarlo e parlare di un «tecnico vincente che la società ha voluto fortemente». Oggi Pelligra ripartirà per l’Australia.A presentare Toscano anche il vice presidente Vincenzo Grella e il direttore sportivo Daniele Faggiano: «Era la prima scelta, abbiamo agito nel modo migliore e infatti l’abbiamo portato in rossazzurro». Grella si riferisce anche a Faggiano: «Pure il direttore era il primo e unico nome in lista. La stagione parte sotto i migliori auspici, dunque».Toscano, c’era il Catania nel suo destino. Negli anni passati si era spesso parlato di lei come possibile tecnico.«Qualcosa l’avevo percepita pure io, forse adesso è il momento giusto per allenare in una piazza e in un club che hanno poco a che fare con la Serie C».

Catania nel destino: la incrociammo 14 anni fa durante il ritiro estivo di Assisi a osservare la preparazione atletica della Serie A.«Nel mio largo giro d’orizzonte, ero arrivato in Umbria per osservare il lavoro di Marco Giampaolo. Era l’estate del 2010. Adesso sono qui. Felice per la fiducia che mi è stata accordata».

Lei, Toscano, ha sempre detto che le sue squadre devono essere forti non solo tecnicamente.«La mentalità. Quella deve essere forte perchè arriveranno i momenti difficili da gestire e in quel caso dovremo essere ludici, compatti».

I tifosi non vedevano l’ora che arrivasse in città.«L’entusiasmo di Catania, le ambizioni della società: considero basilari queste due situazioni. Sono da sfruttare in maniera totale».

L’effetto Massimino ha un suo peso.«Ho in testa quando da avversario arrivavo qui a giocare contro i rossazzurri. Tremava lo stadio intero per spinta e passione».

Quando ha deciso che la chiamata del Catania era quella giusta?«Ho incontrato il vice presidente e il direttore sportivo: hanno le stesse idee mie, le stesse ambizioni. Ci siamo “trovati” subito».

Si parla già di mercato.«Stiamo valutando le caratteristiche, non i nomi».

Servono giocatori da Catania.«Costruendo l’organico serve dare una identità ben precisa mettendo il massimo al servizio della causa. La società vuole allestire un organico competitivo per il campionato che andremo ad affrontare. Da un po’ di tempo col direttore siamo in contatto per comporre la rosa».

In che modo valutate i calciatori sotto contratto?«Stiamo analizzando ognuno di loro. Qualcuno che magari l’anno passato non ha reso per quel che ci si attendeva potrebbe cambiare marcia. Ogni stagione è diversa dalle altre».

Toscano, lei ha vinto in tutti e tre i gironi. Quello meridionale è spesso il più complicato.«C’è agonismo, ci sarà grande equilibrio. Anche negli altri raggruppamenti si lotta gara dopo gara. La verità è che emergere dalla Serie C è complicatissimo».

Lei c’è riuscito spesso.«Sono qui per tentare di fare il meglio possibile. Tutti vogliamo vincere».

Il 3-5-2 è la base del suo credo tattico.«I numeri sono per voi giornalisti, a me interessa costruire un abito adeguato al valore e alla caratteristica del gruppo. Certo, mi piace giocare a tre dietro, ma con tante varianti».

Il paradosso è che a Cesena, che lei ha condotto al successo a suon di record, nel giorno in cui lei arriva qui, non hanno un suo sostituto.«Quello che abbiamo fatto a Cesena rimarrà nella storia. A confermarlo ci sono numeri straordinari Adesso voglio pensare al Catania. Sono un allenatore che ama le sfide. Cerco sempre nuove sfide, quella di Catania ha un fascino tutto particolare».

Intensità e attacco degli spazi con il gioco dei quinti. Ecco una nozione del calcio cara a Toscano.«Non devono mancare ritmo e intensità perché ormai il calcio è fatto di duelli, di sfide in cui i calciatori si confrontano continuamente per gestire palla».

Si parla spesso di giovani da fare esplodere: lei in Serie C ne ha valorizzati tantissimi.«Non piace parlare di giovani e meno giovani. Se un giovane lo considero sempre tale non crescerà mai. Preferisco portare avanti un concetto in cui non si debba avere preclusione sull’età di un calciatore. Che sia giovane o che sia… datato poco importa. Guardo il valore tecnico e umano. I giovani, certo, puoi plasmarli sfruttando la loro forza, la spensieratezza».

Prima di metà luglio il ritiro, un mese dopo – l’11 agosto – l’esordio in Coppa Vip contro la Carrarese. C’è sempre poco tempo. Anche in estate.«In ritiro lavoreremo con il sessanta o settanta per cento dell’organico. Sarà un periodo importante per tutti».

Lo staff è quasi definito.«Michele Napoli vice allenatore, Andrea Nocera preparatore atletico, Leo Vanzetto collaboratore tecnico, Angelo Porracchio preparatore dei portieri». L’era del “Cannibale” è già cominciata.

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