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Il Catania prova a fare i calcoli per evitare i play out: «Ma giocando così, la situazione è molto delicata»

L'allenatore Zeoli non nasconde le difficoltà della squadra rossazzurra: «Ma ora abbiamo un'ultima possibilità». Serve la vittoria sabato in casa col Benevento

Di Giovanni Finocchiaro |

Tanti incastri, troppi, per capire che ne sarà del Catania sabato, in occasione del match contro il Benevento in casa. Il ko di Sorrento non affonda in modo definitivo la squadra rossazzurra. Ma l’undici di Zeoli in caso di vittoria annullerebbe le possibilità degli altri. Se dovesse pareggiare deve sperare che il Monterosi perda o quanto meno non vinca scongiurando così lo spareggio salvezza. E, poi, c’è da analizzare le esigenze del Benevento che potrebbe aspirare ancora al secondo posto, ma dipende anche dall’Avellino, che è a pari punti. Inutile discuterne adesso perchè negli occhi dei tifosi c’è una prestazione assurda fornita in casa del Sorrento.

Passivi

A fine gara ha parlato solo il tecnico Zeoli con la solita schiettezza. «Non abbiamo giocato per 85 minuti, siamo stati passivi in attesa degli eventi. Con una vittoria avremmo potuto chiudere il discorso. Poi rifletti e pensi che se nel girone di ritorno in trasferta abbiamo raccolto un punto tutto è spiegato».

Zeoli continua: «Sul 2-0 per gli avversari bisogna rimanere in gara. Il terzo gol era evitabile, tenendo il 2-0 avremmo riaperto, magari, la partita. Stava per capitare».

L’allenatore rossazzurro ha anche spiegato la scelta tattica di non schierare dall’inizio Cianci in coppia con Di Carmine: «Marsura e Zamma vicini a Di Carmine e non Cianci titolare perchè fuori casa Pietro (Cianci, ndr) è importante ma avrebbe dovuto sobbarcarsi un lavoro sul play avversario davvero complicato. Idealmente e per caratteristiche, Zammarini e Marsura erano più capaci rispetto a una punta centrale di ruolo. Non è un’accusa al ragazzo, ma vi faccio notare che con lui in campo abbiamo realizzato due gol, è vero, ma ne abbiamo beccati tre».

L’allenatore ha anche definito in una parola, massimo due, l’atteggiamento del Catania visto a Sorrento: «Siamo stati mosci, molli. Questo è stato il Catania oggi». E, allora, si torna al discorso dell’audio rubato e diffuso. Alle scuse ufficiali che sono state solo quelle dell’allenatore e non di altri. Zeoli quasi s’arrabbia: «Non ha inciso l’audio, se ancora oggi si parla di audio… Ho chiarito tutto prima, molto prima di questa gara e ne ho parlato ancora nella conferenza stampa del sabato».

Un uomo solo

Sembra uno uomo solo durante la sua gestione, Zeoli. Ma l’allenatore cerca di riparare, con grande cuore e attirando su di sè attenzioni, giudizi, strali, il momento terribile che vive questo club: «Abbiamo un’altra possibilità, ne abbiamo avute tante e le abbiamo fallite. Bisogna essere realisti e onesti. Ma oggi più che mai c’è stata compattezza nel club. Il risultato e la prestazione inducono a pensare tutto il contrario, ma così non è stato durante il lavoro settimanale».

C’è da dire che Zeoli aveva già parlato con il club dopo i fatti di Torre del Greco e l’audio è stato diffuso in netto ritardo, ma proprio a ridosso di questa gara. Tornando alla partita, l’allenatore ha ammesso: «Non s’è vista intensità quando abbiamo palla, se dai la palla e hai paura di giocarla poi il modulo cambia poco. Nel primo tempo abbiamo collocato Zammarini sul play, nella ripresa ho schierato Cianci, ma la gara è stata persa ugualmente».

Da qui a sabato che accadrà? «Adesso bisogna ricompattarci una volta di più. La squadra non ha risposto in una condizione a noi favorevole: silenzio surreale, un Sorrento che non ci ha pressato neanche. Quanto meno dovevamo portare a casa un punto. Se non c’è stato neanche un pari in questa condizioni allora la situazione è molto delicata».COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA


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