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'Quasi gol', De Luca racconta Carosio, il padre dei telecronisti

Giornalista è autore e protagonista in scena

Di Redazione

ROMA, 29 APR - La storia professionale di Nicolò Carosio, fondatore in Italia del mestiere di radio-telecronista sportivo, diventa uno spettacolo teatrale, dal titolo "Quasi gol", che Massimo De Luca propone in forma di monologo, arricchito da brani musicali, dialoghi dal vivo, filmati e registrazioni radiofoniche d'epoca. Un viaggio lungo quasi quattro decenni che spazia dal provino fatto da Carosio all'Eiar a Torino il 1/o maggio 1932, proprio 90 anni fa, al fatidico Mondiale di Messico 1970, quando il radiocronista fu improvvisamente messo da parte perchè ritenuto responsabile di aver apostrofato in termini razzistici il guardalinee etiope che annulla all'Italia un gol di Riva in occasione della partita con Israele, decisiva per l'ammissione ai quarti di finale. Nello spettacolo si dimostra che Carosio, con tono un po' stizzito, definì il guardalinee "etiope" mentre fu accusato di avergli dato del "negraccio" e quindi silurato, tanto che fu Nando Martellini a raccontare Italia-Messico 4-1 e poi la storica semifinale Italia-Germania. De Luca, che è autore e protagonista dello spettacolo, interpreta in molti momenti anche il ruolo di Carosio. "Per quelli come me - commenta il giornalista e conduttore - è stato un punto di riferimento. Mi sembrava doveroso ristabilire la verità sull'epilogo ingiusto e malinconico di una carriera leggendaria".

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