Notizie locali
Pubblicità

Sport

Alle Olimpiadi via libera alla prima atleta transgender

La Nuova Zelanda ha inserito tra i suoi rappresentanti anche Laurel Hubbard: nata uomo nel 1978, da 13 anni è diventata donna

Di Redazione

Ora è ufficiale, Laurel Hubbard sarà la prima atleta transgender a partecipare alle Olimpiadi. Il Comitato Olimpico della Nuova Zelanda ha ufficializzato la lista degli atleti che parteciperanno ai Giochi in programma a Tokyo dal 23 luglio all’8 agosto 2021, tra cui vi è anche la sollevatrice di pesi 43enne. Nata di sesso maschile, la Hubbard ha deciso di passare a quello femminile 13 anni fa.

Pubblicità

Nelle sue prime dichiarazioni c'è tutta la sua gioia ed emozione per aver ricevuto l’ok definitivo a partecipare ai Giochi: «Sono grata ed emozionata per la gentilezza e il sostegno che tanti neozelandesi mi hanno mostrato». 

Una qualificazione quella della Hubbard nata a suon di prestazioni più che positive «sul campo» che le hanno dato la possibilità di essere convocata per le Olimpiadi di Tokyo. Una chance che si è trasformata in opportunità concreta, dopo che il Comitato Olimpico della Nuova Zelanda l’ha inserita ufficialmente nella lista dei propri atleti in gara in Giappone. L'ente ha sottolineato che la Hubbard soddisfa sia i criteri di ammissibilità sia della Federazione Internazionale di Sollevamento Pesi, che del Comitato Olimpico Internazionale. Kereyn Smith, Ceo del Comitato Olimpico della Nuova Zelanda, ha dichiarato: «Riconosciamo che l’identità di genere nello sport è una questione molto delicata e complessa che richiede un equilibrio tra i diritti umani e l’equità sul campo di gioco». 
 

L’atleta classe 1978 dunque può realizzare il suo sogno. Nata di sesso maschile, (il suo primo nome era Gavin), poco più di 10 anni fa, ha deciso di passare a quello femminile ricevendo l'idoneità alle competizioni nel sollevamento pesi femminile. Nel 2015 infatti il Comitato Olimpico ha pubblicato le linee guida che permettono a qualsiasi atleta transgender di competere a livello femminile, a patto che i livelli di testosterone (l'ormone della categoria degli androgeni) siano inferiori alla soglia richiesta, per almeno 12 mesi prima delle gare. 

Hubbard, che in passato ha gareggiato anche nelle competizioni maschili, è diventata idonea a competere nel sollevamento pesi femminile dopo aver mostrato livelli di testosterone al di sotto della soglia richiesta dal Comitato Olimpico Internazionale. L’atleta è già stata la prima transgender a partecipare in Australia ai Giochi del Commonwealth a Gold Coast nel 2018, quando ha dovuto ritirarsi dopo aver subito un infortunio al gomito che ha quasi messo fine alla sua carriera. 

Pubblicità
COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA
Di più su questi argomenti: