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Azionariato popolare: la “ricetta” per salvare il Calcio Catania

Nei giorni di incontri e conteggi i sostenitori lanciano un’idea per potere sostenere il rilancio dopo l’iscrizione al campionato di Serie C

Di Giovanni Finocchiaro

Mentre la Sigi continua a confrontarsi all'interno della cordata e con interlocutori che sembrano interessati a partecipare al rilancio del Catania, i tifosi fremono e attendono novità. Sull'iscrizione al campionato non sembrano esserci dubbi, anche se i soci dovranno esibire documentazione versando soprattutto 2,5 milioni circa.

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Dopo questa mossa potrebbero entrare nuovi soci (tre sono i catanesi pronti a rafforzare la pattuglia) e investitori stranieri con cui il presidente di Sigi, avv. Giovanni Ferraù, sta continuando a discutere. Potrebbe non bastare, perchè i debiti sono esagerati, ma servono anche e soprattutto le spese per affrontare il prossimo campionato.

A tal proposito, prendendo spunto dal servizio pubblicato sul Fatto Quotidiano in cui viene raccontata l'iniziativa di alcuni tifosi dell'Inter promotori di un'iniziativa in cui si chiedono quote azionarie al club nerazzurro, sta riemergendo l'idea di un azionariato popolare anche a Catania.

Il Catania è stato acquisito dalla Sigi che lo scorso anno si è costituita in spa, i soci hanno versato quote e hanno acquisito dal concordato del tribunale fallimentare le quote azionarie. Qui non si tratta di entrare in Sigi, ma di stabilire il capitale sociale del Calcio Catania Spa. Di quest'idea è il magistrato Ignazio Fonzo che da anni segue da tifoso le sorti della società: «Se il Catania Spa volesse procedere a n aumento di capitale, potrebbe emettere un numero di azioni in più da fare acquisire ai tifosi».

Fonzo porta avanti un esempio per rendere più semplice il concetto: «Se ci fosse un aumento di capitale, una parte importante, diciamo il 70 per cento, lo sottoscrive la Sigi, il restante 20-30 per cento potrebbe essere destinato a piccoli azionisti che acquisirebbero un certo numero di azioni, costituendosi in comitato per poi far partecipare un rappresentante alle riunioni del Calcio Catania Spa. Un'iniziativa, sulla scorta di quello che sta accadendo a Milano, per permettere ai tifosi di contribuire senza scelte commerciali, ma con una partecipazione diretta. Non credo sia impossibile». 

Un'idea simile l'aveva elencata, tra le priorità da portare avanti, Fabio Pagliara nei giorni in cui ha affiancato Maurizio Pellegrino nel tentativo di salvare la matricola, salvo poi mettersi da parte in attesa di eventi che potessero farlo partecipare in prima persona e attivamente. Una parte della tifoseria sarebbe anche concorde, basti pensare che avrebbe anche accettato di buon grado l'idea dello stesso Ferraù nell'ipotizzare una sorta di campagna pre abbonamenti per dare respiro ai progetti e alle necessità del club. E ieri sera, da quello che ci risulta, il presidente di Sigi, avv. Giovanni Ferraù, ha incontrato lo stesso Fonzo per un colloquio informale. L’idea è stata apprezzata.

Nei giorni in cui si discute e si attende, nei momenti in cui si trema o si dà ancora fiducia, il mercato degli altri comincia a muovere i primi passi. E il Catania viene coinvolto involontariamente. Tanto che il centravanti Sarao comincia ad avere estimatori non più segreti. 

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