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Belgio, l'altro Hazard sfida l'Italia: «Vi fermeremo»

Thorgan, eroe a sorpresa  negli ottavi, è pronto: si attende «una grande sfida» e spera che possa essere protagonista anche suo fratello maggiore

Di Redazione

Almeno un Hazard ci sarà contro l'Italia. Thorgan, eroe a sorpresa per il Belgio negli ottavi, è pronto: si attende «una grande sfida» e spera che possa essere protagonista anche suo fratello maggiore, il ben più rinomato Eden, bloccato da un infortunio muscolare nel finale dell’ottavo contro il Portogallo. Sembrano in aumento le chance di un suo recupero, fissate ieri al 50% dal ct Roberto Martinez che, allo stesso modo, spera di non dover fare a meno di Kevin De Bruyne, il vero equilibratore del gioco dei Diavoli Rossi, uscito domenica con una caviglia malconcia. 

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 «Eden si sente meglio. Si sta allenando, e oggi alle 8.30 era già in palestra. Vuole esserci per aiutare la squadra e dare spettacolo. Sta facendo di tutto per tornare, abbiamo uno dei migliori staff medici al mondo», ha raccontato Thorgan Hazard, che a sua volta in questa stagione ha dovuto fare i conti con diversi guai fisici, e ha fama di avere un’etica del lavoro ben più sviluppata di quella del fratello più piccolo Kylian, messo fuori squadra a gennaio dal Brugge per motivi disciplinari, e di quello maggiore Eden, stella dal rendimento intermittente del Real Madrid. 

Negli ultimi dodici mesi si contano almeno cinque infortuni per l’ex del Chelsea, dal 2015 capitano della sua nazionale. "Eden di solito non è un giocatore per andare in guerra, ma contro il Portogallo l’ho visto lottare su ogni pallone. Un pò come contro il Brasile ai Mondiali del 2018. Ha avuto una stagione difficile ma sta giocando senza paura», ha sottolineato suo fratello, centrocampista del 1993, una pedina fondamentale per il Borussia Dortmund (dove può giocare in modo più spregiudicato) nonché per il ct Martinez, che gli chiede soprattutto compiti difensivi ma ha decisamente apprezzato la prodezza con cui ha battuto Rui Patricio. 

Un colpo sorprendente anche per il fratello in campo. «Ho visto una foto di Eden quando ho segnato. A giudicare dalla sua faccia, non ci credeva. Non mi capita spesso di essere l’eroe, per una volta lo sono stato io: ho reso felici molte persone e ne sono contento», ha sorriso Hazard jr, che con i compagni sta studiando gli azzurri in vista della sfida di venerdì a Monaco di Baviera. Ai belgi non è sfuggito come la nazionale di Roberto Mancini, diversamente da quelle del passato, sia più propensa a giocare che a difendersi. E l’obiettivo di Martinez è tenere in costante apprensione la retroguardia azzurra con gli inserimenti in profondità di Romelu Lukaku.

«L'Italia è forte e segna con facilità - ha notato Hazard -. Ha fatto una buona impressione nella fase a gironi e ha faticato di più nell’ottavo contro una buona Austria. Ci vorrà una grande partita per qualificarsi: l'Italia ha un’impressionante striscia di imbattibilità, e la nostra grande sfida è interromperla». 

Guardando alla vittoria contro il Portogallo, Hazard si rammarica solo di un fatto: «Avremmo dovuto avere più controllo nel secondo tempo. Eravamo troppo concentrati sull'aspetto difensivo e ci siamo dimenticati di gestire il possesso del pallone. Ma anche l’Italia - ha osservato - ha sofferto molto contro l’Austria. A questo punto del torneo, forse non aver giocato i supplementari è un vantaggio per noi».
 

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