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Calcio Catania, è il giorno del giudizio: attesa per il nuovo proprietario del club

 In Tribunale si apriranno le buste con le eventuali offerte. Dalle 16 potrebbe partire l’asta competitiva per rilevare il titolo sportivo del club

Di Giovanni Finocchiaro

I giorni decisivi sono stati fin troppi. Quelli dell’iscrizione a rischio, della colletta dei tifosi, i giorni dell’udienza prefallimentare, quelli del fallimenti. I giorni dell’esercizio provvisorio che scadeva, quelli della proroga. Il Catania ha sempre navigato tra sopravvivenza e decesso. Un’agonia snervante, un oltraggio se si pensa a una storia infinita, perigliosa, densa di emozioni, vittorie e cocenti sconfitte.

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Oggi è un altro “giorno dei giorni”, un altro momento decisivo. Più degli altri probabilmente. Perchè dall’esito dell’asta competitiva indetta in Tribunale si deciderà il futuro sportivo di un club che di fatto non esiste più e che può risorgere o sparire del tutto.

La facciamo breve, tanto è storia recente che tutta la città conosce a memoria perchè l’ha vissuta sulla propria pelle, tra rabbia, delusioni ed emozioni. L’ha vissuta e la vive con una piccola speranza che il mondo rossazzurro possa cambiare, che possa arrivare qualcuno che riesca a salvare, o meglio a rilanciare il calcio in una città che vive la crisi dei piccoli leggendari  bottegai e quella delle multinazionali che vogliono dismettere licenziare.

Alle 12 scade il tempo per presentare le candidature per rilevare il titolo sportivo. Alle 16 si apriranno le buste. Se arriveranno una o più proposte di acquisto si procederà, dalle 17, all’asta. Base un milione, rialzi possibili di 50 mila euro alla volta. 

Si decide il destino di uno sport amato che ha dato lustro alla città, che ha visto esibirsi campioni di rara abilità, brocchi di non poco conto, in panca allenatori che hanno continuato la carriera in Serie A. I presidenti? Angelo Massimino è considerato più che mai “Il” presidente. Tanto è vero che gli è stato intitolato lo stadio in cui ha costruito un’epoca di assoluto valore. Ma anche le otto stagioni in Serie A gestite da Nino Pulvirenti, prima della rovinosa caduta, come si potrebbero dimenticare?

La città, manco a dirlo, non parla d’altro. Da giorni e giorni. Non emergono certezze, neanche indiscrezioni. E il silenzio è peggio delle urla, a volte. Si è ipotizzato dell’interesse di qualcuno, si è ipotizzato anche di un’asta che andrebbe deserta. Oggi sapremo.

Soluzioni? O si spegne la luce sulla storia rossazzurra se non dovesse presentarsi nessuno e si dovesse decidere che, adesso sì, non verrà concesso più tempo. O arriva un nuovo proprietario. O, in caso di asta deserta, si potrebbe indire una nuova asta per capire se - nel frattempo - gli indecisi che hanno visto la squadra giocare e prendere punti lottando sempre e comunque per mantenere il titolo di Serie C, hanno capito che una garanzia virtuale di organizzare un’attività partendo da questa categoria c’è.

I curatori fallimentari il 28 febbraio ultimeranno il percorso consentito dall’esercizio provvisorio. Nel frattempo, il mercato invernale gestito dal direttore Pellegrino, ha portato in casa una piccola somma - 300 mila euro circa - che permetterebbe alla squadra di portare avanti l’attività almeno per un altro mese. Sono soldi ricavati dalla valorizzazione di Moro e di Greco, soldi ricavati dalla cessione (e dal risparmio di stipendio) di Calapai, Maldonado e Borriello. C’è lo stipendio risparmiato di Ceccarelli, che ha rescisso.

Operazioni intelligenti che hanno alleggerito il monte spese e regalato la speranza di proseguire ancora il percorso, aspettando un nuovo padrone. Se qualcuno ha in mente di subentrare, sa già che dovrà sborsare 10 milioni di euro tra asta, debiti sportivi correnti, rilancio delle ambizioni. Una mossa, quest’ultima, che deve essere immediata perchè i tifosi vogliono tornare a vincere senza annate di transizione. Ne hanno vissute fin troppe, riponendo nel cassetto le speranze di gloria che sono diventate incubo sportivo assoluto. Un tracollo che questa città non meritava, ma che sta attraversando senza poter far altro che assistere agli eventi. Sorgerà di nuovo il sole illuminando l’Angelo Massimino? Speriamo. 

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