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Calcio, il Giarre non ammesso al campionato di serie D

Sparisce un club storico che era finito in mano a Benedetto Mancini, l'imprenditore che aveva tentato anche di prendere il Catania

Di Giovanni Finocchiaro

La storia del Giarre subisce un altro stop. Forse il più doloroso degli ultimi tribolati anni: il Tar del Lazio dopo una discussione in camera di consiglio sul ricorso presentato dal club gialloblù ha decretato l'esclusione della società dal campionato di Serie D.

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La prima sezione, presieduta da Concetta Anastasi (relatore Raffaele Scarpato) ha pubblicato una sentenza inequivocabile. Il girone I della Serie D, passa da 19 a 18 club. Non ci saranno altri ripescaggi o ammissioni, a giorni dovrebbero essere, a questo punto, pubblicati i calendari che erano slittati in attesa di discutere il caso degli etnei.

Il campionato, di conseguenza, era slittato per questo motivo e comincerà il 18 settembre. Il Giarre fino a ieri, dopo alcuni giorni di lavoro a Zafferana, si era trasferito a Chianciano Terme per rifinire la preparazione. Ieri aveva anche disputato un test amichevole di avvicinamento all'esordio in D. Ma il nodo principale era costituito dal mancato pagamento di spettanze arretrate, che si riferivano alla stagione scorsa, ai tesserati che avevano conquistato la salvezza sul campo. Il passaggio di mano dal duo Nirelli-La Rosa al signor Benedetto Mancini, reduce dalla trattativa per rilevare il Catania, stoppata dal Tribunale, è stato traumatico. La Rosa ha deciso di investire a Trapani, Nirelli si era tirato fuori per carenza di capitali.

Adesso, in città è un tutti contro tutti per una sparizione di cui parla l'intera Italia per i ritardi su calendari e inizio di stagione, ma perchè sparisce anche una piazza storia che aveva sfiorato la B durante le gestioni affidate a Walter Nicoletti, Angelo Orazi, Gianpietro Ventura, che ha avuto al comando presidenti appassionati come Nello Guglielmino, lo stesso Giuseppe Musumeci, negli anni successivo anche Giovanni Di Martino, schierando giocatori che hanno continuato la carriera in Serie A: basti citare Colonnese, Scalabrelli, Dal Moro, scovati grazie all'esperienza di un formidabile ds come Ciro Femiano. Accostare questi nomi alla realtà fallimentare del calcio locale sarebbe un sacrilegio.

Si attendono le decisioni e le reazioni dei politici locali, che avevano accolto Mancini ricevendolo a Palazzo, e dello stesso personaggio originario del Lazio.  

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